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Giuseppe Gabellone a BASE

Nel progetto artistico pensato ad hoc da Giuseppe Gabellone per BASE, l’interno e l’esterno si relazionano in un gioco attento di contrasti e fusioni.

Giuseppe Gabbelone a BASE - Foto Luca Fusani
Giuseppe Gabbelone a BASE – Foto Luca Fusani

BASE / Progetti per l’arte di Firenze presenta fino al 5 luglio prossimo il progetto di Giuseppe Gabellone (Brindisi, 1973, vive e lavora a Parigi), ideato appositamente dall’artista per l’occasione. Il progetto di Gabellone si concretizza nel gesto, semplice e significativo, del voler spostare un elemento esterno dell’illuminazione pubblica all’interno dello spazio espositivo. In questo modo Base, che è un luogo fondato nel 1998 da artisti che invitano altri artisti al fine di creare uno spazio di dibattito democratico sull’arte contemporanea e sul suo ruolo nell’attuale società del villaggio globale, sarà illuminato soltanto negli orari in cui sono attivi i lampioni comunali. Questo preciso atto progettuale è il mezzo che l’artista ha scelto per evidenziare la relazione intensa di contrasti tra l’arte contemporanea e la culla del Rinascimento. Inoltre qui i disegni di Gabellone dialogano con altre opere già presenti in galleria. I due suoi disegni su carta, un intreccio di linee che compongono la scritta “Proteggi Giuseppe”, si confrontano con l’opera del 1966 “Rosso, poema idroitinerante” di Maurizio Nannucci (una vaschetta di metallo smaltata di rosso riempita d’acqua su cui galleggiano dieci sfere, ognuna delle quali riporta una singola lettera, che compongono due volte la parola “rosso”), e con l’intervento di Mario Airò dal titolo “Il mondo di rugiada è il mondo di rugiada, eppure, eppure…” del 1988, che consiste in un cappello di paglia sospeso al soffitto.

“L’idea di inserire nella mostra queste due opere” ha commentato Giuseppe Gabellone nel descrivere il suo intervento “nasce da un’associazione poetica ai miei due disegni. Anche nell’opera di Nannucci, le lettere sono forme fluttuanti. La loro combinazione è legata al caso, al gioco, mentre il senso delle parole e della frase che compongono resta un’idea nello spettatore. Per il lavoro di Airò, invece, ho sempre associato quel cappello al soffitto e ad un colpo di vento. Adesso lo vedo anche come una specie di segno celeste in risposta al più terreno “Proteggi Giuseppe”, che suona invece come uno scongiuro.”

giuseppe gabellone a BASE - Foto Luca Cusani.
Giuseppe Gabbelone a BASE – Foto Luca Fusani

Le due opere in questione scelte da Gabellone corrispondono per coincidenza alle opere di esordio sia di Airò che di Nannucci, e sempre per coincidenza, questi due artisti fanno parte del collettivo di BASE. Ma le coincidenze, in questo caso, corrispondono all’esigenza di Gabellone di riflettere sull’idea di collaborazione e sul voler praticare un approccio artistico al di fuori di un soggetto/immagine specifico.

Proprio per la natura della mostra, si suggerisce una visita al crepuscolo o in notturna, in quanto solo così il lampione che costituisce il punto nodale dell’opera si può trovare acceso, valorizzando appieno l’intero progetto che è a tutti gli effetti un’operazione artistica.

Cecilia Barbieri

Firenze, BASE / Progetti per l’arte, fino al 5.07.2015

giuseppe gabellone a BASE (Mario Airò) - Foto Luca Cusani
Giuseppe Gabellone a BASE (Mario Airò) – Foto Luca Fusani

About the author

Cecilia Barbieri

Nata a Firenze, dove vive e lavora, ha conseguito la Laurea in Storia dell’Arte all’Università di Firenze. Ha lavorato nell’organizzazione di mostre ed eventi e ha curato nel corso degli anni diverse pubblicazioni di Storia dell’Arte e di Storia del territorio. Giornalista pubblicista collabora costantemente come freelance con diverse testate di settore.

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