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GENTE COMUNE | Nando Crippa e Davide Balossi

Presso Galleria Carifano \ Palazzo Corbelli a Fano, fino al 30 settembre, è in corso la mostra Gente Comune, doppia personale di Nando Crippa e Davide Balossi.

La scultura figurativa ha sicuramente avuto un momento di ritorno dagli anni Novanta a oggi e questa mostra ne presenta due protagonisti. Davide Balossi e Nando Crippa pur provenendo da percorsi differenti, hanno in comune la rappresentazione della figura umana. I loro soggetti provengono per la maggior parte dalla vita quotidiana, dalla contemporaneità intesa come società di gente normale, comune. Allora nonostante tecniche e linguaggi differenti, la mostra mette insieme un lato positivo della scultura e dell’arte che consiste nel guardare alla quotidianità pur spostando il senso di questa in una dimensione diversa e nuova.

Davide Balossi ha studiato a Ortisei la scultura in legno e si situa nel solco di una grande tradizione mitteleuropea che negli scultori ladini ha trovato grande continuità e attualità, basti pensare al successo di artisti come Aron Demetz o Walter Moroder. Ma certamente la lezione di Stephan Balkenol è stata quella che ha cambiato l’orientamento della critica verso una tecnica abitualmente frequentata solo da un certo artigianato. I personaggi di Davide Balossi, perlopiù femminili, sono isolati, dialoganti in silenzio ognuno in un proprio spazio, ciascuno posto in una situazione di prevalenza e di spaesamento. Attualmente il linguaggio di Balossi è più narrativo, mentre fino al 2016 in lui erano presenti istanze simboliste anche con recupero di segni arcaici, in linea con la sua formazione.

Davide Balossi_photo: Michele Alberto Sereni, 2018

Invece Nando Crippa usa la terracotta per dare vita a dei teatrini o una sorta di silent movie in cui i suoi personaggi piccoli poche decine di centimetri, si ripetono e rincorrono su varie scene. Crippa ha creato una “metafisica del quotidiano” in cui ambientare la solitudine dei suoi personaggi. Piccoli eroi urbani che sembrano dare plasticità ai protagonisti dei quadri di Edward Hopper. Lo scultore ha saputo creare una galleria di personaggi intensa, ironica e crudele.

Oltre cinquanta opere tra sculture e disegni, raccontano una parte di umanità semplice e importante. Una sequenza di donne e uomini che noi tutti conosciamo o riconosciamo, ambientati in un universo straniante e affascinante come quello dell’arte. In questi linguaggi si rafforza la vitalità della scultura che non si tira mai indietro nella rappresentazione della realtà, che non cerca scorciatoie ma sa sempre assumersi la responsabilità di rappresentare la vita come la possono conoscere tutti, ogni giorno.

Nando Crippa_photo: Michele Alberto Sereni, 2018

In occasione della mostra è stato prodotto un albo-catalogo attorno alla selezione di opere di Davide Balossi, a tiratura limitata e numerata in 50 copie, con un saggio critico di Valerio Dehò.

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