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Galleria Susanna Orlando, i primi 40 anni

La Galleria Susanna Orlando di Pietrasanta compie 40 anni. I festeggiamenti si sono aperti sabato 21 maggio con l’inaugurazione della mostra “CANTO ritrovato di Piero Pizzi Cannella. A seguire: il 4 giugno la mostra “Milestone” a cura di Valerio Dehò in cui il maestro Ciulla si misura con i suoi travertini ispirati al mito con gli spazi adiacenti al mare dell’hotel Byron a Forte dei Marmi; il 9 luglio la mostra “Quarantanniealtro” a cura di Lorenzo Bruni, un’attenta lettura dei 40 anni della galleria dove artisti storici e giovani proposte si misureranno con lo spazio. Infine una personale di Lorenzo Lazzeri il 27 agosto.

Susanna Orlando con la mostra di Pizzi Cannella inizia a celebrare la storia della sua Galleria, partita nel 1976 da una piccola stanza di appena 2 metri per 7 a Forte dei Marmi che, nonostante le dimensioni ridotte, ha ospitato le opere di grandi Maestri del Novecento italiano, come Marino Marini, Ottone Rosai, Renato Guttuso, Mario Sironi, aprendosi dagli anni Novanta al contemporaneo, con artisti come Raffaele Bueno, Bruno Ceccobelli, Giuseppe Chiari, Sandro Chia, Lorenzo Lazzeri, Pino Deodato, Marco Lodola, Jessica Carroll, Aldo Mondino, solo per citarne alcuni, diventando negli anni un punto di riferimento importante per appassionati di arte e collezionisti di tutto il mondo. Una lunga e fortunata carriera coronata dall’apertura nel 2013 della Galleria di Pietrasanta.
L’inizio dei festeggiamenti con Pizzi Cannella è stata una scelta quasi doverosa per Susanna, ritenendo l’arte di questo artista affine alla sua indole magica ed evocativa, al suo gusto e alle sue passioni, sentimenti che l’hanno ispirata ed accompagnata in questi anni per decidere quali artisti ospitare nella sua galleria, tutti accomunati dalla ricerca del fluido misterioso dell’anima e nel realizzare opere che diventano il tramite tra l’essere umano e il divino.

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In mostra fino al 5 luglio circa 20 dipinti su carta realizzati da Pizzi Cannella tra il 2004 e il 2005, personale ed originale lettura dell’artista del “Cantico dei Cantici”, opera poetica e religiosa attribuita a Re Salomone e testo fondamentale della tradizione ebraica, poema amoroso che racconta in versi il sentimento fra due innamorati ma è anche allegoria dell’amore sacro.

Dal “Cantico dei Cantici” Pizzi Cannella ha estrapolato alcune parole evocative e di grande forza poetica ed erotica – come i tuoi occhi, le tue mani, il tuo profumo, le mie mani sul tuo cuore, la mia anima e i suoi occhi – e ha riportato le frasi, come scrive lo storico dell’arte Raffaele Bedarida “in ebraico in una brunita scrittura dai bordi netti, come marchiata a fuoco sulla superficie ruvida della tela grezza o sulla carta spessa, resa simile a pergamena dal colore caldo del caffè”…
Il vestito, gli occhi, i monili e i profumi nominati nel testo di Re Salomone sembrano corrispondere al patrimonio iconografico creato da Pizzi Cannella, fatto di lunghi vestiti femminili, gioielli e ventagli, vasi e ampolle per profumi” attraverso cui l’artista in quarant’anni di carriera ha evocato la figura femminile.

Nei dipinti la figura femminile non compare ma è solo evocata, mentre dell’inanmorato si può cogliere solo la presenza dello sguardo: Lo sguardo è il vero tema, quest’occhio che si posa è l’atto d’amore più grande, le parole sono tutti gli attributi che lo sposo associa alla bellezza della sposa. Dello sposo rimangono soltanto lo sguardo e le parole”, ha affermato Pizzi Cannella.

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