Arte e Fotografia

François Rauline e il circo Bidon | Un report fotografico

L’osservatore è un principe che gode ovunque dell’incognito” Charles Baudelaire

Così afferma lo scrittore francese che lega l’ispirazione artistica a stati di trance e di assenza, molto frequenti nell’infanzia. Il bambino prova piacere profondo a vivere questi stati d’animo che, sono come lo scollegamento dal tempo. Alcuni giochi infantili come il girotondo, comprovano quanto la società infantile tragga piacere da queste accelerazione del corpo che, insieme allo stordimento, trasforma l’ambiente in una sorta di caos luminoso.

Secondo il filosofo francese Paul Virilio, questo piacere legato alla percezione della relatività del mutevole sparisce nel bambino. Da qui, l’impiego di protesi tecniche che permettono di ricreare, attraverso la memoria artificialmente, le richieste infantili mosse proprio dal corpo.

La fotografia è una di essa e, a riprova di questo, le parole di un fotografo del novecento, Jacques HenrieLartigue che, in un’intervista, afferma a proposito della sua macchina fotografica… “Ricordo che, da bambino, socchiudevo gli occhi in modo da non lasciar che una sottile fessura attraverso la quale guardavo intensamente ciò che volevo vedere. Poi, giravo tre volte su me stesso pensando che così avrei intrappolato quanto avevo guardato, avrei conservato all’infinito non solo ciò che avevo visto, ma, anche odori e i rumori. Evidentemente a lungo andare mi sono accorto che il mio trucco non funzionava e, allora mi sono servito della mia macchina fotografica.”

Cirque Bidon, photo Maria Di Pietro

Il corpo è la macchina fotografica dunque, la camera dei suoi occhi, il tempo di posa, ricerca instancabile di una “scelta della felicità, il movimento come essenza del divenire, dare un senso al proprio vissuto e creare un “io” attraverso l’inestricabile intreccio di memorie e riflessioni.”

Una scelta della felicità ma, cos’è la felicità se non il momento in cui qualcosa che sognavi si compie? Un girotondo di desideri lasciati scorrere con coraggio.

Quando ho iniziato a giocare seriamente con la mia macchina fotografica ricordo che uno dei miei desideri era immortalare la storia di François Rauline del suo circo Bidon, il circo del bimbo dentro noi.

François Rauline a vent’anni era a Parigi a fare il cesellatore di bronzo ma, sognava una vita in movimento, diversa. Era il maggio francese del ’68 e, come molti, voleva poter trasformare il mondo, una visione così grande e irraggiungibile che tramutò in qualcosa di più tangibile: trasformò se stesso, la percezione del suo tempo e lasciò il suo lavoro per percorrere e aprire un mondo nuovo, il suo.

Cirque Bidon, photo Maria Di Pietro

Lui stesso racconta “Il bisogno di lentezza è venuto piano piano insieme alla fame di tempo. I soldi scarseggiavano, allora ho venduto la moto e ho comprato un cavallo e poi costruito una carovana. Così è nato il Circo bidone, con alcuni amici e con una ballerina classica che sognava di essere trapezista e che cercava la poesia. Prima che le nostre strade si separassero, di cammino ne abbiamo fatto tanto, insieme, con lei che è anche la madre di mio figlio.”

Lentezza, esaltazione di essa, lirismo, armonia.

Una carovana di carrozzoni trasportati da cavalli e abitati da giocolieri, cantastorie, acrobati che, con estrema poesia, torna in Italia guidato dall’inesauribile François Rauline.

E’tornato con il suo nuovo spettacolo che si chiama “Entrezdans la danse!”,a proseguire quello del duemilasedici dove, i sogni erano racchiusi in bolle di sapone, li trasforma in immagini coreografiche e funamboliche attorno all’idea di movimento, poesia, ricerca, musica e teatro. Mentre si scherza, si interagisce con il pubblico che è parte della scena, si dirige al sogno attraverso il sorriso senza alcun recinto ma, solo un cerchio designato dalla carovana.

Ci si immerge in un vortice lento di brandelli di vita, ogni artista compare gironzolando tra le carovane, con le sue finestre spalancate, la luce pigra di una lampada, fino a giungere al centro del cerchio, musicisti, cantastorie, una trapezista, ammaliatrici di galline acrobate… e, da un filo all’altro si alza lo sguardo per vedere il velo blu del cielo, il piccolo principe su una sfera, un nuovo pianeta? Che rotola sui tetti, un illusionista che gioca con le stelle e uno con il suo cappello…

Il tempo che fluisce mentre il teatro incontra la danza, il circo e la poesia sussurrata come in un girotondo, scambi tra attori, acquarelli di immagini fugaci.

Cirque Bidon, photo Maria Di Pietro

In fondo, il circo bidone sa benissimo che la gente ha solo voglia di sognare, che la vita è breve e…Entrezdans la danse!.

Sogniamo fuori dai sentieri battuti, seminiamo i nostri sogni lungo tutti i nostri cammini. Il circo Bidone augura sogni a non finire e la voglia furiosa di realizzarne qualcuno.”

E, a noi spettatori che guardiamo senza sapere se quel che accade è serio, triste, divertente oppure no, non ci resta che sederci sul nostro pianeta solo per goderci lo spettacolo, in attesa, del prossimo girotondo di immagini da vivere e catturare.

Circo Bidon: gli attori Enrico Mazza (attore, clown, acrobata), Frédérique Zagato (attrice, cantante), LéoRoyer (giocoliere, musicista, acrobata), MaëlCommardPascual (giocoliere, funambolo), Manon Hantz (cavallerizza, addestratrice, acrobata), CamilleMagand (acrobata aerea, trapezista, clown); i musicisti Coline Muller (fisarmonicista, cantante), VivianeMogica (violinista, cantante), Marie Lemesle (violinista, cantante), Quentin Gaignard (chitarrista, cantante); I tecnici, Benjamin Richard (tecnico di palco, musicista); Lison Wanegue (tecnico del suono), Joachim Gacon-Douard (tecnico luci), Florence Lebeau (servizio civile). Costumi a cura di MargauxPasquet, comunicazione e illustrazioni a cura di Gabriella Piccatto, amministrazione e produzione GéraldineTaisne, distribuzione BénédicteMelin. Direttore tecnico della tournée in Italia Dario Andreoli.

Testi e fotografie di Maria Di Pietro

Cirque Bidon, photo Maria Di Pietro
Cirque Bidon, photo Maria Di Pietro
Cirque Bidon, photo Maria Di Pietro
Cirque Bidon, photo Maria Di Pietro
Cirque Bidon, photo Maria Di Pietro
Cirque Bidon, photo Maria Di Pietro
Cirque Bidon, photo Maria Di Pietro
Cirque Bidon, photo Maria Di Pietro
Cirque Bidon, photo Maria Di Pietro
Cirque Bidon, photo Maria Di Pietro
Cirque Bidon, photo Maria Di Pietro
Cirque Bidon, photo Maria Di Pietro
Cirque Bidon, photo Maria Di Pietro

 

About the author

Maria Di Pietro

Fotografa da sempre dedita al fotogiornalismo, appassionata di ogni forma d'arte, ama definirsi scrittrice d'immagini, perché il racconto è per lei insito nelle immagini che crea.
Sempre in viaggio con la sua scatola magica, trasforma presto la sua passione in una necessità che la spinge a un'assetata ricerca tra il reale e l´immaginario.
Anima libera da padroni continua a cercare quella fotografia volta al paesaggio e ai segni che l'uomo lascia, a quella bellezza visibile nell'essenziale della quotidianità dello sguardo.

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