Interviste

Le foto-storie di Francesca Ricciardi

Classe 1992, genovese, Francesca Ricciardi è una giovane fotografa che segue con passione e dedizione la propria ricerca. Dopo gli studi classici, ha frequentato l’Accademia di Fotografia John Kaverdash a Milano e ha lavorato per alcuni anni presso uno studio fotografico di Genova. Ora ha un sogno nel cassetto: laurearsi in Giornalismo per diventare a tutti gli effetti una fotoreporter naturalista. L’abbiamo incontrata per una conversazione sul suo lavoro e per sapere come, al pari di tanti altri giovani, si possa costruire un futuro su una propria passione.

Francesca-RicciardiMaria Rita MontagnaniFrancesca, nonostante la tua giovane età, tu fotografi da anni con determinazione e dedizione, cose queste che sono di indubbio valore sia nell’arte che nell’etica. Per te fotografare è un gioco o una necessità e un bisogno di comunicazione?

Francesca Ricciardi – Ovviamente è cominciato come un gioco, o meglio, una curiosità: avevo sedici anni ed ero forse troppo piccola per riuscire a sfruttare l’infinito potenziale comunicativo della macchina fotografica. Ad oggi è un vero e proprio bisogno, un impulso, nonchè il mezzo con cui riesco ad esprimermi meglio, molto più che con le parole.

MRM – Cosa poni al centro delle tue tematiche, ciò che già conosci e che vuoi approfondire o l’aspetto ignoto delle cose?

FR – Ambedue le cose. Sono attratta dall’ignoto e da tutto ciò che non conosco o comprendo, ma al tempo stesso credo sia fondamentale non smettere mai di approfondire ciò che già si conosce, si può sempre imparare qualcosa di nuovo e inaspettato.

MRMSe tu potessi scegliere tra le tante possibilità espressive della fotografia, quale sceglieresti? Per esempio la natura o la figura umana, l’architettura o l’attività di fotoreporter…

Francesca-Ricciardi-3FR– Se dovessi sceglierne una sola sarebbe senza dubbio la natura perchè amo l’ambivalenza che la caratterizza: è incredibile come essa sia al contempo creatrice e distruttrice. Uno dei miei sogni nel cassetto è diventare reporter naturalista a trecentosessanta gradi e poter fotografare tutta la bellezza che la natura offre, dagli animali ai paesaggi naturali ai fenomeni atmosferici. Scelte ipotetiche a parte, non mi pongo limiti di ‘genere’ o soggetto, fotografo tutto quello che mi ispira e stimola, senza fossilizzarmi su una sola tematica perchè sono convinta che la versatilità sia essenziale in fotografia.

MRM – Quando fotografi lo fai seguendo una progettualità o ti affidi piuttosto all’attimo creativo e istintivo?

FR – Mi affido al mio istinto e alla mia creatività, che finora non mi hanno mai delusa.

MRM – Quali sono i tuoi pensieri nei confronti della bellezza e del suo contrario? Cosa intendi per “bello” e per “brutto”?


FR
– Penso che il ”bello” e il ”brutto” siano due concetti estremamente soggettivi. Se dovessi rispondere basandomi su quello che mi piace o, per essere più pertinenti, scatena la mia voglia di fotografare, dovrei cancellare completamente il concetto di ”brutto”: anche nelle cose che per opinione comune non sono belle (penso ad alcuni insetti o a determinati ‘difetti’ nelle persone) io vedo sempre un sacco di dettagli meravigliosi che non smetterei mai di guardare, cercare e immortalare. Ci sono simmetrie e linee incantevoli, ci sono forme e colori, c’è davvero tanta bellezza in ogni angolo del mondo in cui si scelga di guardare, in ogni piccola cosa. Per me le cose ”brutte” sono perlopiù azioni, comportamenti, pensieri…

MRM – Ami più fotografare a colori o in bianco e nero? E perché?

FR – A colori, perchè la luce stessa è colore, perchè sarebbe da pazzi sacrificare alcune tonalità e sfumature incredibili a favore delle scale di grigio, perchè rendere giustizia a determinate cromie è complicato e io amo le sfide. Anche il bianco e nero è meraviglioso, io generalmente lo realizzo in fase di scatto, grazie al monocromo, e non in fase di elaborazione digitale.

Francesca-Ricciardi-4MRM – Quali sono o sono stati i tuoi “maestri”? Sei stata ispirata da qualcuno dei grandi autori che hanno lasciato nella storia della fotografia un solco indelebile?

FR – Il mio più grande maestro è Bruno, il mio nonno materno, fotografo da tutta la vita. Devo a lui e a mia nonna tutto questo, sono stati loro a farmi scoprire la fotografia, a regalarmi la prima reflex, a trovare workshop e corsi nella mia città, ad aiutarmi con le rate dell’Accademia e non hanno mai smesso di credere in me. I tre autori che più amo invece sono David LaChapelle, perchè ”geniale” è davvero riduttivo per definire la sua produzione fotografica, Diane Arbus, perchè mi riconosco in parte nella sua ricerca del non-ordinario e dell’imperfezione, e Andrè Kertèsz, la cui famosissima serie delle ‘Distortions’ ha ispirato parecchi miei scatti (realizzati attraverso vetri rotti, specchi deformanti e lastre di vetro bagnate, per ‘distorcere’ appunto la realtà). Un’altra importante ispirazione, all’infuori del mondo della fotografia, la trovo nell’Impressionismo: aprendo il diaframma al massimo cerco sempre di ricreare sfumature e giochi di luce con lo sfondo dell’immagine, fondendo forme e colori, e il risultato finale mi fa spesso pensare al modo in cui gli Impressionisti riportavano su tela determinate percezioni visive.

MRM – Cosa metti al primo posto nella scala delle tue priorità e anche dei tuoi valori?

FR – Sarò banale ma ci metto l’amore, in generale. Darei e farei qualsiasi cosa per le persone che amo davvero, e se fossero in difficoltà non avrei altre priorità se non aiutarle.

MRM – Cosa attrae maggiormente la tua attenzione, la perfezione o l’imperfezione?

FR – L’imperfezione, amo tutto quello che non è usuale od ordinario.

MRM – Di sicuro sei una fotografa a cui piace raccontare, ma ti piace farlo in maniera narrativa o preferisci affidarti alla fantasia di chi guarda la foto?

FR – Adoro quando l’osservatore interpreta o legge il mio scatto in base alla propria immaginazione e fantasia, specie nei miei scatti più astratti; mi lusinga sapere che una mia fotografia possa avere diverse chiavi di lettura e sia in grado di portare ad immaginare tanti mondi diversi. E’ quello che voglio.

MRM – A te piacerebbe viaggiare per il mondo col compito di farne una cronaca esclusivamente per immagini? O preferisci dedicarti alla fotografia in un distaccato raccoglimento?

FR – Viaggiare, viaggiare e ancora viaggiare, e fotografare ogni centimetro del mondo. Come ho già detto sono una narratrice molto più ”brava” con le immagini che non con le parole, sarebbe il mio modo di scrivere una sorta di diario e so già che vorrei condividerlo con chiunque sia disposto a guardarlo.

MRM – Cosa sogna una giovanissima fotografa?

FR – Di essere notata, di farcela, di far si che la fotografia sia presente in tutti i giorni della sua vita, di essere apprezzata e riconosciuta, e potrei andare avanti all’infinito…

MRM – Quali sono i tuoi progetti per il futuro? Lo vedi a colori o in b/n?

FR – Prima di tutto continuerò a fotografare, senza smettere mai di ”bussare” ad ogni porta possibile, con l’obiettivo di poter emergere veramente in questo campo. Secondariamente intendo finire l’università di Lettere, e anche se studiare senza frequentare è complicato non ho intenzione di demordere. Ho anche parecchi progetti che riguardano il mio fidanzato, ammesso e concesso che continui a sopportarmi, vorrei una famiglia insieme a lui. Insomma, vedo tanti colori nel mio futuro e non potrei esserne più felice.

MRM – Dimmi il soggetto più bello che ritieni d’aver fotografato fino ad oggi… e quello che ti piacerebbe fotografare ma che ancora non hai fatto.

FR – Non saprei cosa elevare a miglior soggetto di sempre, ho avuto la fortuna di collaborare con modelle meravigliose e capaci di comprendere cosa volessi esprimere nello scatto, ho fotografato posti e paesaggi incredibili, ho giocato con la luce in tantissimi modi ma… davvero, non saprei. I soggetti che invece voglio immortalare ma ancora non ho ritratto sono: l’aurora boreale, i tornado e le trombe d’aria, alcuni animali e piante rare.

MRM – La tua visione della vita ( che idea ti sei fatta delle cose e del mondo) e la prospettiva da cui la guardi.

FR – Non ne ho una sola e sono convinta che sia necessario sapere e riuscire a cambiare la prospettiva con cui si osserva – e, conseguentemente, giudica – il mondo. Come del resto accade in fotografia, cambiare angolazione per guardare qualcosa può solo far scoprire modi migliori e più efficaci di analizzarla.

MRM – Tre parole per definire la tua fotografia.

FR- Dinamica, istintiva, talvolta visionaria.

MRM – Cosa pensi dell’umanità odierna? I tuoi timori e le tue aspettative.

FR – Il mio più grande timore è che l’arte e la cultura vengano gradualmente sminuite e che vi si dedichi sempre meno spazio e importanza. Penso che avrebbe gravissime conseguenze sulla nostra società, in generale, e il problema è che questo decadimento è già in atto. Vedo e sento tutti i giorni fotografi, musicisti, pittori ed artisti in generale che non vengono presi sul serio, che vengono considerati pigri perchè si dedicano all’arte e che si sentono ripetere continuamente cose tipo ”trova un vero lavoro, il tuo non è un lavoro serio, cosa ci vuole a fare quello che fai tu”. E’ bruttissimo, è umiliante. La maggior parte delle persone non la minima idea di quello che c’è dietro, della mole di studio, lavoro ed energia che si impiega per dedicarsi a questa ”cosa poco seria” chiamata arte, e neanche si sforza ad immaginarlo.

MRM – In uno scatto c’è sempre un messaggio…Quale ritieni sia il messaggio più importante lanciato attraverso la tua fotografia?

FR – Guardate sempre ogni cosa con meraviglia, lasciatevi travolgere dall’infinita bellezza che c’è nel mondo, non abbiate mai paura di interpretare qualcosa a modo vostro. Penso che a grandi linee potrei riassumerlo così.

Maria Rita Montagnani

About the author

Maria Rita Montagnani

Critico e curatore d'arte indipendente. Da anni impegnata nella valorizzazione e nella diffusione dell'arte contemporanea nel territorio italiano, ha presentato numerose mostre, curando artisti in eventi nazionali e ha realizzato (in sedi pubbliche) progetti artistici e culturali di cui è anche autore.

Nel rispetto della privacy raccogliamo dati statistici anonimi sulla navigazione mediante cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione acconsenti all’uso dei cookie. Info | Chiudi