Arte e Fotografia

FIAC 2019 | Il meglio della 46ma edizione della fiera d’arte di Parigi

Si è da poco conclusa FIAC 2019, appuntamento annuale a Parigi per collezionisti e appassionati d’arte, arrivata alla sua 46esima edizione negli spazi del Grand Palais, inaugurato per l’Esposizione Universale e da sempre sede della fiera d’arte,  che lascerà il posto a una struttura effimera presso le Champs de Mars, sotto la Tour Eiffel, a partire dal 2021 in attesa dei lavori di restauro.

FIAC 2019 si mostra nelle sue migliori vesti, con una selezione di 199 gallerie della scena d’arte moderna e contemporanea provenienti da 29 paesi, tra cui per la prima volta la Costa d’Avorio e l’Iran. Quest’anno, tra le file del padiglione, 25 nuove gallerie, tra cui Lévy Gorwy (New York) o Hopkins (Parigi) e sette nuove entranti nel settore Lafayettes. Galeries Lafayettes, sponsor ufficiale dal 2009.

In parallelo FIAC Projects presenta una trentina di sculture e installazioni, nella straordinaria cornice del Petit Palais e sull’Avenue Winston Churchill, pedonale in occasione dell’evento. Quest’anno, FIAC Projects è stato progettata in collaborazione con Rebecca Lamarche-Vadel, curatrice della prossima Biennale di Riga. Come curatrice ospite, partecipa alla selezione di progetti con i team di curatori del Petit Palais e la direzione artistica della FIAC. FIAC Hors les Murs, in collaborazione con il Museo del Louvre, presente una ventina di opere all’aperto nel Jardin des Tuileries. Legata ai temi dell’ambiente GARDEN dell’austriaco Lois Wienberger ci presenta un piccolo pezzo di terreno nel quale la natura è resa a se stessa. La grande fontana all’entrata è occupata in modo spettacolare da 500 ombrelli che Noel Dolla ha installato, in omaggio alle opere di Claude Monet conservate al Museo dell’Orangerie di Parigi, con il titolo Nymphéas post déluge II.

LOIS WEINBERGER-GARDEN, 2018

Per Place Vendôme, FIAC Hors les Murs ha dato all’artista giapponese Yayoi Kusama carta bianca per riallestire questo luogo emblematico a Parigi, purtroppo l’installazione è stata disinstallata a causa del forte vento. Nella continuità del tour del giardino di Hors les Murs ai Giardini delle Tuileries, la FIAC presenta, per il secondo anno consecutivo, un itinerario architettonico, un villaggio effimero di strutture architettoniche, su Place de la Concorde.

La presenza di gallerie europee è notevole, ricordiamo: Alfonso Artiaco, Buchholz, Capitain Petzel, Sadie Coles HQ, Continua, Massimo De Carlo, Konrad Fischer, Bärbel Grässlin, Hauser & Wirth, Xavier Hufkens, Krinzinger, Simon Lee, Lisson, Mai 36 Galerie, Victoria Miro, Neu, neugerriemschneider, Eva Presenhuber, Esther Schipper, Sprüth Magers, Michael Werner, White Cube…

C’è una forte presenza di gallerie dal Nord America come Canada, Stati Uniti e Messico. Ricordiamo 303 Gallery, Metro Pictures; dall’America del Sud protagonista è il Brasile, Messico; dall’Asia circa 7 gallerie, tra cui Tokyo, Seul, Cina. Tra le novità di quest’anno, la forte presenza africana: la Costa d’Avorio (Galleria Cécile Fakhoury d’Abijians),  e dei paesi del Medio Oriente: Iran (Dastan Gallery di Téhéran). 

Immaginato dall’ agenzia M/M Paris, il poster della fiera rappresenta degli squali, animali oggi minacciati i via d’estizione. Allo stesso modo gli artisti si mobilizzano facendo di questa edizione 2019 un’ode al vivo e alla resistenza al caos ecologico e politico planetario.

COSA CI HA PIU’ CONVINTO 

> SADIE COLES HQ (LONDRA)-ALEX DA CORTE (New Jersey, 1980) The superman, 2019 – Un sosia di Eminem ci mostra uno spaccato di scene di vita moderna, proiettate su quattro cubi a grandezza naturale di estetica pop: uno sguardo critico sulla società dello spettacolo. 

ALEX DA CORTE-THE SUPƎRMAN, 2019

> NEUE ALTE BRUCKE (FRANCOFORTE)-LIZ CRAFT (Los Angeles, 1970) – Liz crea delle composizioni costruite all’interno di uno spazio mentale definito dalla natura semantica della sua cornice.

LIZ CRAFT, 2019

PLAN B (CLUJ,BERLINO)-ACHRAF TOULOUB (Casablanca, 1986)- EUROPEAN NIGHT, 2018Achraf Touloub indaga i legami tra tradizione e modernità nel nostro mondo globalizzato. Lavorando su una varietà di mezzi, si oppone agli antichi motivi e idee orientali che raffigura all’estetica contemporanea delle sue composizioni. I suoi disegni con inchiostro di rame oscillano tra astrazione e figurazione, costituiti da sequenze ripetute accuratamente tracciate sulla carta.

ACHRAF TOULOUB- EUROPEAN NIGHT, 2018

DASTAN GALLERY(TEHERAN)-ARDESHIR MOHASSESS(1938-2008) – L’illustratore iraniano Mohassess è stato i fratello del pittore surrealista Bahman Mohassess. Il ritratto del sistema dell’arte, di cui condanna l’ipocrisia e la repressione, gli permette di creare delle esposizioni individuali e collettive negli anno. Alla Fiac è presentata una serie di lavori di disegni.

ARDESHIR MOHASSESS

> GALERIE TEMPLON(PARIS,BRUXELLES)-PIERRE ET GILLES (1950-53)-LE VENDEUR DE TOURS EIFFEL – Di fama mondiale, sviluppano dal 1976 un’opera a quattro mani tra pittura e fotografia. I loro dipinti mostrano PERSONE, anonimE o famosE, in ambientazioni sofisticate costruite in un laboratorio a grandezza naturale. Una volta che la fotografia è disegnata su tela, inizia un meticoloso lavoro di pittura. Questi creatori di immagini costituivano una singolare iconografia che esplora il confine tra la storia dell’arte e la cultura popolare.

PIERRE ET GILLES -LE VENDEUR DE TOURS EIFFEL

> CAPITAIN PETZEL(BERLINO),BARBARA BLOOM(LOS ANGELS 1951)-Semblance of a House: Game Table, 2013-2015 – Qui, il ruolo del modello dell’acquerello è stato interpretato da testi meravigliosamente progettati. Per questa installazione i sui ricordi sono mostrati sulla misura in cui sono fatti e diventano finzione.

BARBARA BLOOM-Semblance of a House: Game Table, 2013-2015

> MAI 36 GALERIE(ZURIGO),THOMAS RUFF(Zell am Harmersbach,1958)-Flower, 2018 – Artista che trasformò la fotografia documentaria in uno strumento concettuale.

THOMAS RUFF-Flower, 2018

> KUKJE GALLERY(SEUL),KYUNGAH HAM(KOREA,1966)Abstract weave, 2014 – A prima vista, le tele ricamate di Kyungah Ham sono meravigliosamente seducenti. Da lontano le opere sembrano essere stampe ad alta risoluzione dai colori vivaci. È solo da vicino che si vedono i punti strettamente intrecciati, come milioni di minuscoli pixel che compongono il ricamo dettagliato.

KYUNGAH HAM-Abstract weave, 2014

> METRO PICTURES(NEW-YORK),CINDY SHERMAN(NEW JERSEY,1954),UNTITLED, 2019 – Cindy Sherman qui affronta le problematiche della rappresentazione delle donne. Le sue opere sono spesso lasciate senza titolo, lasciando lo spettatore libero di immaginare una storia e un possibile titolo.

CINDY SHERMAN-UNTITLED, 2019

Eva Pugina

About the author

Eva Pugina

La passione per l’Arte l’ha accompagnata durante i suoi anni di formazione, a Firenze e a Parigi. Dopo gli studi in Storia dell’arte, ha scelto un master, a Milano, che le fornisse le metodologie e gli strumenti per la progettazione culturale. Collabora stabilmente con Studio Festi, a Varese.

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