MEME TOPICS

Il fenomeno del Retrogaming: non si esce vivi dagli anni ’80

Chi non ricorda con nostalgia i pomeriggi passati ad aiutare Super Mario a salvare la principessa e chi non si è consumato le impronte digitali dei pollici sfinendosi di Tetris e di Game Boy? Tra cultori dell’Amiga e devoti al Commodore il fenomeno del Retrogaming è ormai sempre più dilagante e preponderante anche nel vecchio continente. Pronti a rituffarvi nei favolosi anni ’80?

Se serviva un’altra ragione per amare follemente il Giappone e le sue meravigliose contraddizioni culturali l’assist perfetto lo ha dato recentemente il premier in persona, il solitamente serioso ed austero Shinzo Abe, quando per presentare i giochi olimpici di Tokyo 2020 si è prestato ad una gustosa gag travestito dal mitico Super Mario come exploit di un surreale ed incantato video condito da apparizioni di Doraemon e altri elementi tipici della tradizione nipponica più recente.

japan-prime-minister-super-mario-rio-olympics-tokyo-shinzo-abe-fb__700-pngMa la boutade di Abe non è casuale né tantomeno fuori luogo, è anzi il risultato di un rinnovato amore per uno specifico settore del pop che ha nel Giappone la sua origine e la sua immarcescibile fortuna. Per la teoria infatti dei corsi e ricorsi storici e delle mode che si si ripropongono inesorabili con ciclica puntualità, dal mitico paese del Sol Levante si è ormai ovunque propagato lo tsunami del retrogaming, ovvero del revival dei videogiochi d’antan.

E per una volta il revival non sa di stantio, ma ci riporta tutti alla gloriosa nascita delle prime console e alla scoperta del personal computer e delle sue immaginifiche possibilità di intrattenimento. Quando ancora si usava il DOS per lanciare i pochi programmi disponibili, e le interfacce human friendly non erano ancora neanche nei sogni dei programmatori, i ragazzini di tutto il mondo scoprivano pian piano che i videogiochi Arcade si potevano racchiudere nel segreto delle proprie camerette o nei salotti di casa, innescando una vera e propria rivoluzione culturale mai sedata, basti pensare al dilagare ancora oggi delle console di utilizzo domestico.

cainminines

Sarà per la tenerezza nei confronti dei tempi che furono, sarà per reazione ad una tecnologia ormai troppo volubile e frenetica che fa rimpiangere quando si aspettavano anni per le espansioni del videogioco del cuore, sta di fatto che in ogni ambito commerciale ormai non si parla d’altro che del fascino vintage di Atari, Commodore, Famicom e delle console di ogni ordine e grado.

Sono ormai finiti i tempi in cui per gli appassionati del genere ci si doveva rifare a freddi emulatori da pc con poco appeal e ancora meno fortuna e l’appellativo di nerd era inevitabile.

L’effetto nostalgia del videogioco anni ’80 ha invaso ormai ogni fetta di mercato, con sapienti operazioni di marketing che puntano ad accaparrarsi l’utenza a colpi di merchandising dal fascino retrò. Dall’abbigliamento all’oggettistica di ogni forma e grado, la passione per il retrogaming si celebra con veri e propri raduni, feste a tema, blog e siti accuratissimi, che rivendicano con orgoglio il fascino naif eppure sempre verde di Donkey Kong e soci.

Le serie TV USA e britanniche, sempre sul pezzo in fatto di tendenze, cavalcano l’onda e si appassionano all’epopea del videogame con sceneggiature dedicate, come nel caso della superba Halt and Catch Fire (in programmazione la terza stagione sulla statunitense AMC), o dell’immaginifico Black Mirror che per affrontare come da sua tradizione il futuribile si affida per una volta e per paradosso agli anni ’80 omaggiandoli proprio citando Halt and Catch Fire e le atmosfere da sala giochi nell’episodio della quarta stagione appena uscita, San Junipero.
screen-shot-2016-08-26-at-3-54-02-pm

Di contro gli appassionati del genere restituiscono il favore, regalando al fenomeno Netflix dell’anno, il geniale Stranger Things, una versione demo di videogioco in puro stile e grafica anni ’80 perfetta sotto ogni punto di vista e dalle evidenti atmosfere alla Monkey island.

Ma se tutti attingono a piene mani dal trend non poteva non farlo il suo settore deputato e canonico, agendo su binari paralleli e ancora una volta seguendo tendenze e strade avviate nel paese del Sol Levante: da un lato l’usato d’epoca esce dalle fiere di amatori per conquistarsi la creazione di negozi ad hoc, dalle atmosfere garage e dalle collezioni infinite da mandare in visibilio qualsiasi appassionato; dall’altra parte si gioca sul potere nostalgico dell’oggetto di culto sfornando riedizione delle più classiche consolle, come nel caso della Nintendo Classic, proposta in versione mini e già sold out, che la casa madre di Kyoto ha già definito solo il primo esperimento in tal senso, precursore di una serie che vedrà come secondo arrivato una versione micro del già citato e popolarissimo Family Com.
13906905_10209029693286715_8469551812295824488_n
Anche la Sega, diretta competitor della Nintendo, per non perdere questa ghiotta occasione ha rimesso in produzione il celeberrimo Mega Drive: mentre i 30enni di tutti il mondo spulciano nelle cantine alla ricerca del cimelio da esibire, la sfida mainstream sembra essere solo all’inizio.

Gabriella Cerbai

About the author

Gabriella Cerbai

Classe 1983, laureata in Storia e Critica del Cinema e specializzata in Cinema TV e Produzione Multimediale. Appassionata d'arte in tutte le sue forme, collabora con vari progetti di critica, affiancando quest'attività a quella di programmatrice di festival cinematografici e organizzatrice di eventi.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi