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Federica Gonnelli | Tra i confini

Venerdì 8 marzo alle ore 18.00 lo spazio espositivo Arte Spazio Tempo di Venezia, con la collaborazione dell’Associazione GEA e della scuola di danza Pas de Chat, presenta la mostra “Tra i Confini” dell’artista Federica Gonnelli, a cura di Martina Campese.

Il confine è una concetto estremamente attuale, sul quale Federica Gonnelli da tempo effettua delle riflessioni molto profonde, cercando di ampliarne la visione, in modo da poterne studiare le diverse sfaccettature che il suo significato cela.

L’origine della parola confinis in realtà sta a indicare “luogo in comune”, che sia condiviso, un luogo che unisca una certa categoria di persone. Visto dall’interno quindi, il confine è un termine aggregativo e positivo, ma dall’esterno risulta essere ciò che separa un luogo da altri col medesimo ruolo.

Su questo duplice significato Federica incentra le sue opere e la sua riflessione, ponendo al fruitore la consapevolezzadell’esistenza di tali confini, per infine indirizzarlo verso il loro superamento. La mostra “Tra i Confini” intende analizzare i diversi punti di vista di questo concetto, includendo: confini fisici, corporei, geografici, politici. Saranno accostate al corpus di opere che identificano la tematica, altre opere site specific con speciale riferimento al luogo in cui la mostra verrà ospitata, il ghetto ebraico di Venezia.

Il ghetto diviene forma geometrica, che luoghi sovrapposti diventano altri luoghi e che i confini della tradizione lasciano spazio alla contemporaneità. Il corpo è esso stesso definito da confini, che l’artista identifica nell’opera Tesi – tra le Attese, nella quale l’attesa prende forma attraverso un oggetto scultoreo tridimensionale: un’asta alle cui estremità sono poste due sfere, nella quale si proietta e materializza simbolicamente lo spazio/tempo. Quest’asta non è solo un elemento scultoreo, ma un determinante strumento di indagine,misurazione e comparazione.

Viene a crearsi quindi un dialogo tra spazio e tempo tramite un suono infinito, apparentemente monotono e vibrante dell’attesa, sulle cui note balleranno le ragazze della scuola di danza Pas de Chat. I movimenti dei performer indagano quelli che sono i confini corporei tramite l’asta, che sarà dunqueutilizzata come elemento di misurazione dello spazio. Infatti, la danza stessa, altro non è che tensione, educazione e conoscenza della dimensione spazio-temporale in cui esistiamo e ci troviamo, cercando di evadere, attraverso il movimento, dai nostri confini corporei.

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