Face to Face / Art to Art

Face to Face / Art to Art – Artisti e galleristi a confronto

Gallerista e artista: questione di feeling. Due figure legate in una relazione imprescindibile, alla base di gran parte del sistema dell’arte. MEMECULT li mette faccia a faccia, per scoprire quali sono le dinamiche – professionali e umane – che governano questo rapporto. Gli ospiti di questo nuovo appuntamento sono i galleristi Fabrizio Affronti e Chiara Badinella (Brand New Gallery, Milano) e gli artisti Josh Reames e Kate Steciw, protagonisti delle mostre Wet & Wild e Shape of things, appena concluse.

A cura di Giulia Meloni

Domande ai galleristi

Quando è nato l’interesse per Josh e Kate e come li avete “scoperti”?

L’interesse per entrambi gli artisti è nato un paio di anni fa, rispettivamente nel 2014 per Josh e nel 2013 per Kate. Avevamo infatti già incluso Josh in un progetto che avevamo fatto a Puerto Rico nel Febbraio 2015, e Kate in una group show dedicata esclusivamente ad artiste donne nel Gennaio 2014.

Cosa vi ha colpito in primis del loro lavoro?

Il lavoro particolarmente originale di entrambi, con rimandi sia alla cultura comics che al mondo digital nel caso di Reames, che alla cultura pop, l’uso del collage e l’elemento digitale e scultoreo nel lavoro di Kate.

Le due mostre sono il frutto di un confronto/dialogo con gli artisti?

Entrambe le mostre nascono da un confronto-dialogo tra entrambi gli artisti, che malgrado siano di due generazioni differenti, hanno alcuni tematiche comuni e malgrado usino tecniche completamente diverse c’è un dialogo sia a livello visivo che concettuale.

Josh Reames, WET & WILD, installation view - courtesy the artist and Brand New Gallery
Josh Reames, WET & WILD, installation view – courtesy the artist and Brand New Gallery

Due galleristi + due artisti, una formula spesso proposta dalla galleria: ognuno si occupa di lavorare con uno degli autori o la mostra nasce da un dialogo più organico?  

Tutte le mostre e le scelte degli artisti nascono da un dialogo comune tra Fabrizio e Chiara, e da molti mesi di gestazione per cercare di costruire mostre che abbiano un filo logico e coerente nel percorso della galleria.

Qual è la parte più interessante e quale la più difficile nella preparazione di una mostra?

La parte piu’ interessante è la gestazione e costruzione della mostra in collaborazione con gli artisti, la parte piu’ difficile e faticosa sono tutte le parti relativi ai trasporti e alla preparazione pratica della mostra.

Da giovani creativi e imprenditori italiani, perché la scelta di scegliere “solo” artisti esteri?

La scelta non è cosi’ rigida, diciamo che fino ad ora non è capitato di collaborare con artisti italiani per mostre personali, ma è capitato per mostre collettive. Comunque ci auguriamo che molto presto possano nascere collaborazioni a lungo termine con artisti italiani.

Kate Steciw, SHAPES OF THINGS, installation view - courtesy the artist and Brand New Gallery
Kate Steciw, SHAPES OF THINGS, installation view – courtesy the artist and Brand New Gallery

Domande agli artisti

Vi conoscevate già prima di queste mostre presso Brand New Gallery o vi siete conosciuti tramite la galleria?

Kate Steciw: Ero una fan del lavoro di Josh, ma non ci eravamo mai incontrati di persona.

Josh Reames: Io e Kate abbiamo molti amici in comune; ammiro il suo lavoro da qualche anno ormai ma non ci eravamo mai incontrati di persona. Nonostante viviamo entrambi a New York, finalmente abbiamo la possibilità di conoscerci a Milano.

Come avete accolto la proposta delle due mostre in contemporanea? Ogni artista ha la propria ricerca e metodologia di lavoro, è stato necessario reinterpretarla nell’ottica di questa doppia occasione espositiva?

KS: Ero parecchio emozionata per l’opportunità di esporre con Josh. Non ho mai pensato di adattare il mio approccio in nessun modo, ma ero impaziente di vedere come i nostri lavori e idee avrebbero dialogato. Sapevo già che avevamo alcuni interessi e idee in comune, è stato esaltante vedere poi che la vicinanza era ancora più di quanto avevo immaginato.

JR: Anche se penso che i nostri lavori dialoghino tra loro molto bene, le due mostre sono totalmente autonome. I nostri materiali e approcci sono piuttosto diversi, ma penso che molti dei nostri interessi siano allineati.

Ritratto di Josh Reames, courtesy of the artist
Ritratto di Josh Reames, courtesy of the artist

Considerato che avete realizzato alcune opere site-specific, come avete strutturato il progetto per questo ambiente e da cosa vi siete lasciati ispirare?

KS: Non ho pensato tanto allo spazio quanto alle opere già esistenti che sapevo sarebbero state esposte. Ho realizzato tutte le opere della mostra con pezzi differenti di circa 20 stampe. Sono stata molto contenta di scoprire che ci sarebbero state due stanze, perché volevo che ci fossero momenti di rimandi tra le opere – in cui il visitatore avrebbevisto una parte di un’opera ripetuta in un’altra dal lato opposto della stanza.

JR: È da un po’ ormai che volevo realizzare l’installazione di alcune fontane, è stata solo questione di trovare il posto giusto e la galleria che non si opponesse ad ospitare una vasca d’acqua abbastanza grande (e dunque ovviamente, nessuna galleria che non si trovi al piano terra). L’idea è la versione allargata di una scultura che realizzai per la galleria ABC di Berlino.

Da New York a Milano: qual è il rapporto con questa città e con i galleristi Fabrizio e Chiara?

KS: Amo entrambe le città. Questa è la prima volta che passo più di 24 ore a Milano e mi sembra già di conoscere la città un po’ meglio. Mi piace il ritmo, lo stile e il CIBO! Fabrizio, Chiara, Elisa e Giulio (gli assistenti della galleria, ndr) sono stati incredibilmente ospitali e spero di poter lavorare di nuovo insieme presto; hanno reso la parte del viaggio e dell’installazione davvero facile ed è stato stupendo lavorare con loro.

JR: Ormai è circa un anno che lavoro con Fabrizio e Chiara. La mostra era programmata ma abbiamo anche partecipato a diverse fiere e mostre collettive. È stata mia prima volta a Milano, ero piuttosto emozionato!

Ritratto di Kate Steciw, courtesy of the artist
Ritratto di Kate Steciw, courtesy of the artist

About the author

Giulia Meloni

Nata a Cagliari nel 1990, migra a Roma dove studia progettazione e arti applicate; approda poi a Milano, specializzandosi in critica e curatela per l’arte.

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