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Fabrizio Ajello / Francesco D’Isa – Boiling the night

Boiling the night – iniziativa che verrà presentata il 29 gennaio 2023 ore 18.00, presso Viale Eleonora Duse 30, Firenze – è il risultato della residenza artistica di Fabrizio Ajello e Francesco D’Isa a Studio; il progetto sviluppato nel corso di alcuni mesi, e che coinvolge lo spazio nella sua interezza, si è basato sulla produzione e rimediazione di materiale narrativo e onirico, attraverso dei programmi Text to Image, basati su algoritmi di intelligenza artificiale. Noi siamo abituati a sognare come se passivamente si vivesse nel sonno un’esperienza di cui al risveglio restassero soltanto frammenti più o meno razionalizzabili. Rovesciare questo atteggiamento e questa logica porta a scenari inattesi e cambiamenti profondi nel nostro rapporto tra esperienza di veglia e attività onirica. È possibile sognare insieme? Possiamo interconnettere i nostri processi onirici per agirli? E se intervenissero anche le “macchine”? Cosa accadrebbe?

A partire da queste riflessioni, nel corso di un periodo di alcuni mesi, Fabrizio Ajello e Francesco D’Isa, usando come archivio proiettivo il materiale onirico, prodotto e rimediato tramite programmi TTI (quali Midjourney e Stable Diffusion), hanno composto un complesso “affresco” che si estende per l’intera area dello studio. Dimensione fondamentale per l’esperienza è stata quella del buio, del segno attraverso l’intuizione, l’impressione luminosa di rimando, la distorsione, la sovrascrittura. Il gesto, a quattro mani, bicefalo, ha comportato la continua ricerca di equilibri, il dialogo su un terreno comune, l’alterità delle tracce, dei reticoli, delle orme. La progettualità ha finito col coincidere con l’opera stessa, emergendo lentamente durante le sessioni di lavoro. Esperienza progressiva e stratificata, che viene condivisa con i visitatori nella sera di domenica 29 gennaio.

Il titolo stesso Boiling the night, ha un riferimento specifico: proviene dalla recente attitudine di protesta tesa a rimandare il momento del sonno. Questa procrastinazione della buonanotte diffusa soprattutto in Cina si è trasformata in vero e proprio movimento popolare giovanile stigmatizzato dal termine: bàofùxìng áoyè’, dove yè 夜 significa notte, e áo 熬 che indica “riscaldare, cuocere, bollire”, ed è dall’accoppiamento di queste due parole che ha origine l’espressione: “riscaldare la notte”, il cui senso metaforico sta per rallentarla, trascinarla, resisterla… in poche parole: rimandarla, e che può quindi essere tradotto in italiano con “ritorsione dell’andare a dormire presto”.