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Dumb phones | Iperconessione, no grazie

L’iperconnessione h24 è ormai una via irreversibile? Sembrerebbe di no, come dimostra la tendenza a “un ritorno alle origini”, verso una semplicità meno distraente, a cui invitano, per esempio, i dumb phones (telefoni sciocchi).

Vengono chiamati anche dumb phones, quei telefoni semplici che fanno il loro dovere, ovvero chiamate e messaggi.  Poche icone, nessuna applicazione, internet neanche a parlarne. Una valida alternativa a chi vuole disintossicarsi dalla dipendenza dai social network o da internet in generale. Una nota azienda svizzera, chiamata Punkt., ha recentemente creato brevettato dei modelli di dumb phones, che però in realtà hanno ben poco di “dumb” (il termine rimanda infatti a qualcosa di stupido, a un oggetto fuori moda e poco intellengente e poco smart, appunto).

I telefoni della Punkt. non offrono la possibilità di scattare foto e video, perché sono in bianco e nero, e non esistono icone, ma solo lettere e numeri. Tuttavia i dumb phones danno comunque la possibilità all’utente di connettersi a internet, la connessione del telefono può anche essere utilizzata con pc o tablet, ma internet in questa condizione diventa maggiormente “uno strumento che l’utente decide di usare, non il contrario”.

Questo dispositivo funziona esattamente come un telefono, è molto semplice da usare, e soprattutto gli esperti di marketing dell’azienda ci dicono che è un oggetto fatto per durare, non da cambiare continuamente. Il design è pulito ed essenziale, ricorda un po’ gli “easy phones” della Brondi, un’azienda italiana che produce varie linee di telefoni particolarmente indicati per gli anziani, ma in questo caso il design è stato studiato dal product designer inglese Jasper Morrison, nominato anche art director dalla società, fondata da Petter Neby, che afferma:

“Oggi la tecnologia governa il mondo, e forse ci distrae troppo nella quotidianità. Ho fondato Punkt. per offrire una valida alternativa a chi si sente  travolto dalle varie tecnologie che ormai occupano buona parte del nostro tempo.  Punkt. vuole utilizzare proprio la tecnologia per adottare alcune buone abitudini che ci aiutino ad essere meno distratti.”

Il focus dell’azienda è vendere un oggetto con la consapevolezza che la debolezza delle persone iper-connesse è cadere nella tentazione della tecnologia e distrarsi continuamente, mentre lavorano o mentre stanno facendo qualsiasi altra cosa: gli stimoli che internet offre, le migliaia di immagini che tutti i giorni si vedono potrebbero distrarre chiunque, ed è un attimo perdere la concentrazione o la consapevolezza di ciò che sta accadendo realmente in un dato momento.

Dunque, sarebbe forse il caso di riprendere in mano il vecchio telefono dentro al cassetto – magari ancora funzionante – rimpiazzato da anni dallo smartphone?

Francesca Gomiero 

About the author

Francesca Gomiero

Dopo gli studi in Arti Visive allo IUAV di Venezia, ha collaborato con case di produzione di film indipendenti in Italia e all'estero. Attualmente vive e lavora tra Venezia, Padova e Treviso.

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