Arte e Fotografia

Don Milani il mio Maestro

“Le cose meno belle, purtroppo, vengono da sé, invece le cose belle bisogna imporsele con la volontà, perché c’è stato chi ha pensato a fare in modo che la società vi offrisse tutto quello che occorre perché alle cose belle e utili non ci pensaste e teneste la vostra vita a un basso livello”.

A Firenze, a cinquant’anni dalla sua scomparsa, otto artisti omaggiano Don Milani e la Scuola di Barbiana.

Andrea Mancini-1979-matita su tavola,180x300

Firenze, Chiostrino della Basilica di San Marco, piazza San Marco

Dal 13.06.2015 al 27.06.2015

A cura di Adriano Bimbi e Mauro Pratesi

Al chiostrino della Basilica di San Marco a Firenze è ospitata la mostra “Don Milani il mio Maestro” realizzata in occasione dei cinquant’anni dalla morte e dal sessantesimo anniversario dell’arrivo di Don Milani a Barbiana, luogo dove Don Lorenzo iniziò la sua esperienza educativa nei confronti dei giovani contadini di quel paese che, per ragioni geografiche ed economiche, erano certamente più sfortunati rispetto ai coetanei di città.

L’idea di celebrare l’evento con un’esposizione di pittura non è casuale. Pochi sanno che lo stesso Don Milani oltre che mostrare passione verso la storia dell’arte attraverso lezioni dedicate ai suoi ragazzi ebbe anche un passato, seppur breve, da pittore. Il priore infatti si era iscritto all’Accademia di Belle Arti di Brera, un percorso di studi durato un anno e interrotto dal secondo conflitto mondiale.

Debora Piccinini-Giuseppe-tecnica mista su carta,15x10

Per questo motivo il Centro di Formazione e Ricerca Don Lorenzo Milani & Scuola di Barbiana si è rivolto all’Accademia di Belle Arti di Firenze e, attraverso il prezioso contributo di Adriano Bimbi,  curatore della mostra insieme a Mauro Pratesi, ha selezionato otto artisti, tra allievi ed ex allievi, capaci di rendere omaggio alle esperienze e agli insegnamenti del priore.

Elisa Zadi-Sister-Olio con tessuto su legno, 35x33

Giulio Bonatti, Stefano Cesarato, Luca Corti, Stefano Galli, Andrea Mancini, Debora Piccinini, Giuseppe Sciortino ed Elisa Zadi per diversi mesi si sono immersi nella vita di Don Lorenzo. Hanno letto i suoi testi, hanno cercato di esplorare i significati più profondi delle sue parole, dei suoi pensieri, hanno vissuto i suoi luoghi e cercato di tradurre lo spirito della Scuola di Barbiana attraverso le proprie opere.

Giuseppe Sciortino-Interno Barbiana, grafite su carta 48x33

Entrando al chiostrino di San Marco lo spettatore è accolto dalle opere di Andrea Mancini, Luca Corti, Stefano Cesarato e Giulio Bonatti che si sono dedicati ad opere di grande formato. Andrea Mancini, da vecchie fotografie in bianco e nero ha realizzato opere che ritraggono bambini in grembiule, ricostruendo un’atmosfera giocosa che ricorda l’emozione provata dallo scatto della foto di gruppo tra compagni. Stefano Cesarato ha dedicato i suoi studi agli strumenti di lavoro grazie ai quali Don Milani insegnava ai suoi allievi a lavorare il ferro e il legno per costruire oggetti per la scuola. Giulio Bonatti ha scelto di ricostruire uno dei luoghi simbolo della scuola: la piscina, riprodotta a dimensione naturale e posta sul pavimento al centro del chiostro. Fanno da sfondo quattro monumentali figure monocrome realizzate da Luca Corti.

Luca Corti-Vale-carboncino,grafite,pigmento su legno, 180x72

Nella seconda sala i disegni di Giuseppe Sciortino, silenziosi interni sviluppati secondo giochi chiaroscurali e penombre, nascondono i banchi e le sedie costruiti e utilizzati dagli allievi nella scuola di Barbiana. Debora Piccinini ha preferito dedicare la sua ricerca a piccoli e deliziosi ritratti dei suoi compagni di vita attraverso una tecnica del tutto personale. Elisa Zadi ha realizzato dei dipinti raffiguranti dettagli di stoffe, fermagli, fiocchi e materiali didattici adoperati dai giovani allievi. Sempre nella stessa sala sono presenti le tele di Stefano Galli che ha realizzato quattro grandi figure.

Stefano Galli-Fede-pigmento su carta su tavola, 180x100

 Una mostra da vedere, dall’allestimento semplice ed elegante, che mette in luce sulla base di unico grande tema, la straordinaria attualità della figura dell’educatore fiorentino.

 La mostra rimarrà aperta con i seguenti orari: 10:00-13:00, 16:00-19:00.

Chiusura settimanale: martedì e giovedì. Ingresso libero.

 Giulio Bonatti-La piscina dei bambini-olio su tela, 166x600

Chiara Lupo

About the author

Chiara Lupo

Chiara Lupo nasce a Palermo nel 1988. Si è laureata al corso magistrale in Storia dell'arte presso l'Università di Firenze. Ha lavorato nel campo della didattica museale, della catalogazione dei beni culturali e per riviste d'arte online. Oggi vive e lavora a Firenze.

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