Arte e Fotografia

Corpo a corpo, Marta Dell’Angelo e Serena FIneschi a Pisa

Il corpo diventa l’oggetto di confronto e dialogo tra le artiste Marta Dell’Angelo e Serena Fineschi: un corpo che attiva processi di conoscenza identitaria e che si frammenta e ricompone nello spazio, donando allo spettatore la possibilitá di percepire la sensorialitá tramite due visioni opposte della presenza fisica.

Le opere elaborate specificatamente per la mostra alla galleria Passaggi Arte Contemporanea di Pisa, curata da Pietro Gaglianò, si fanno vettrici di un messaggio fluido, “un’inclinazione”, una rottura dei codici visivi convenzionali che ,declinando la prospettiva dello sguardo e spostando l’asse visivo, non piú rigidamente verticale, dona un nuovo significato al valore dell’equilibrio. Marta Dell’Angelo (1970) visualizza l’immagine del corpo fisico attraverso la figurazione, indagando i linguaggi delle modalitá corporee, tramite gesta,posture,spasmi muscolari, palesando le tecniche del corpo, tramite pezzi umani che si costruiscono e frammentano sulla tela in una corale coreografia visiva.

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Il corpo diventa un luogo, ed é il luogo in cui la cultura viene somatizza.

E’ un luogo poetico e sociale allo stesso tempo, sorgente di simboli ma anche manifesto di resistenza personale.

Il corpo é anche un utensile, uno strumento, che lascia al suo passaggio traccie, che nel processo e nell’elaborazione dei significati, permette la visione della tangibilitá come nelle opere di Serena Fineschi (1973).

Il processo si deposita nella casualitá degli agenti esterni cosí come nella gestualitá quotidiana.

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Le opere L’abbandono di Serena Finsechi e Varco di Marta Dell’Angelo pervadono lo spazio su cui si sedimentano e dialogano in un’unione comune basata sulla contrapposzione di opposti, sul cedere alla gravitá e sull’azione muscolare della tensione verso l’alto, che nello sguardo dell’ osservatore. che si muove nell’assenza, tramite non solo il campo visivo ma anche con la fisicitá, avvia un’identificazione. In un processo analogo l’individuo esperisce attraverso il corpo ( il proprio) e le emozioni., l’appartenenza ad un insieme, una collettivitá. La rappresentazione del corpo comunica con molti corpi (reali), potenzialmente conflittuale ma anche di avvicinamento, che torna messaggio politico e sociale.

Francesca Biagini

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About the author

Francesca Biagini

Curatrice indipendente,docente di evoluzione dei linguaggi visivi presso LaJetee Scuola di Visualstorytelling, assistente nel workshop per Fabbrica Europa “To be told”, ha collaborato a numerose mostre nella città di Firenze e all’estero, tra cui la mostra Urban Tracks presso il Vivaio del Malcantone con il collettivo artistico sloveno Brida.

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