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Collage, mon amour. Un immaginario democratico

Il collage, dal cartaceo al digitale, continua a creare anche nella contemporaneità associazioni di immagini e scenari affascinanti, non così immaturi e semplicistici come si potrebbe genericamente pensare.

Vi è mai capitato di perdervi nella miniera inesauribile di immagini artistiche che trovate navigando su internet? Se sì, saprete che è come aprire delle scatole cinesi all’infinito: una galleria dopo l’altra di foto, illustrazioni, pittura, fumetti, e collage. Quello che mi ha colpito tra tutte le immagini trovate, è la quantità di collage in circolazione, digitale in particolare. Lavori dallo stile ironico, sarcastico, provocatorio che inducono a riflettere o a evadere col pensiero, generalmente immersi all’interno di scenari surreali, cosmici e assurdi.

Il collage, inteso nella dimensione concettuale che conosciamo, è relativamente giovane. Risale ai primi del Novecento quando Picasso e Braque iniziarono a utilizzare questa tecnica per i papier’s collé, volendo dar vita a un modo di fare arte completamente nuovo. La responsabilità del nome, attribuita ad Apollinaire, deriva dal francese collaire, incollare.

Bottle of Vieux Marc, Glass, Guitar and Newspaper 1913 Pablo Picasso 1881-1973 Purchased 1961
Bottle of Vieux Marc, Glass, Guitar and Newspaper 1913 Pablo Picasso 1881-1973 Purchased 1961
Georges Braque, Still Life le Jour, 1929
Georges Braque, Still Life le Jour, 1929

Collage in Twentieth-Century Art, Literature, and Culture: Joseph Cornell, William Burroughs, Frank O’Hara and Bob Dylan di Rona Cran, edito nel 2014, esplora l’uso e la sperimentazione della tecnica del collage da parte dei quattro artisti e in diversi ambiti, dal momento che si tratta di una tecnica multidisciplinare. Rona Cran osserva come il collage sin dagli inizi abbia permesso una interpretazione democratica di ciò che si stava osservando, senza la necessità di possedere un background artistico, culturale e sociale. Un senso democratico d’interpretazione che fu importante per movimenti artistici e letterari come Dadaismo, Surrealismo, Modernismo, Futurismo e Costruttivismo russo; correnti che usufruirono ampiamente di questa forma d’arte utilizzandola anche come strumento di provocazione sociale, o nella sua espressione più poetica dalle associazioni visive oniriche.

Raoul HAUSMANN, Elasticum, 1920
Raoul HAUSMANN, Elasticum, 1920
Hannah Hoch, Untitled, 1930 Collage
Hannah Hoch, Untitled, 1930 Collage
Joan Miro, 1933.
Joan Miro, 1933.

Data la facile realizzazione, si pensa che il collage appartenga solo a una sfera infantile e ludica. Di certo è intuitivo e conserva sempre l’aspetto divertente del gioco ma non si tratta di un semplice montare le immagini e incollare. Come sosteneva Marx Ernst, tra i primi grandi esponenti del collage,

<< Si ce sont les plumes qui font le plumage, c’est n’est pas la colle qui fait le collage>>.

Non è l’atto di incollare che fa il collage ma il creare una relazione tra l’emotività, l’intelletto e il contesto. Come sostenne lo stesso Picasso, nel collage un elemento che viene tolto dal suo proprio significato e piazzato in un altro, provoca uno shock tra la definizione che diamo al punto di partenza e quella che diamo al punto d’arrivo. Ed è questo ciò che lo rende più complesso.

Nel diciannovesimo secolo il collage fu estremamente popolare grazie alla grande produzione di carta stampata, manifesti, pubblicità e diventò così un prodotto della modernità. Oggi l’evoluzione dal cartaceo al digitale e il grande flusso di immagini in cui siamo continuamente immersi, ha permesso la realizzazione di lavori interessanti come quelli di Eugenia Loli, che crea scenari surreali dove donne e uomini strobosfera sono immersi nello spazio dalle declinazioni vintage. Dello stesso filone “cosmo-surrealista”, anche Mariano Peccinetti che unisce immagini degli anni ’50 con galassie stellari, e le composizioni di Sammy Slabbinck, con immagini pubblicitarie degli anni ’50 inserite provocatoriamente nel nostro contesto. Immagini montate in modo da dar vita a un gioco tra l’assurdo, il satirico e l’esistenziale. E questi solo per indicarne alcuni tra i più interessanti, giusto uno spunto per proseguire con le scatole cinesi delle immagini.

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Sammy Slabbinck
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Sammy Slabbinck

 

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Sammy Slabbinck
Eugenia Loli
Eugenia Loli
Eugenia Loli
Eugenia Loli
Mariano Peccinetti
Mariano Peccinetti
Mariano Peccinetti
Mariano Peccinetti

About the author

Sandra Branca

Delle parole amo la sintesi, il nonsense e le immagini.
Prima scrivo, poi faccio anche altro.

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