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“Club 27”: le rockstar morte a 27 anni

This is the end, beautiful friend
This is the end, my only friend, the end
Of our elaborate plans, the end
Of everything that stands, the end
No safety or surprise, the end
I’ll never look into your eyes, again

Così comincia The end, con la stentorea voce di  Jim Morrison, celebre rock vocalist dei The Doors fino alla sua prematura morte avvenuta all’età di 27 anni, a causa di un’overdose, nel luglio 1971.

Alle orecchie dei posteri potrebbe apparire un presagio o forse un presentimento di quello che gli sarebbe presto accaduto, dopo una vita di sregolatezza e di eccessi;  presagio o forse presentimento che lo avrebbe reso parte integrante del tristemente noto “club 27”, un gruppo di giovani musicisti e artisti morti, sia prima sia dopo di lui, tutti all’età di 27 anni.

Secondo la definizione, per “club” si intende un circolo o un’associazione i cui membri, legati da comuni interessi, si riuniscono in uno stesso luogo al fine di condividerli. Di solito, i membri che lo costituiscono decidono di aderire volontariamente e, soprattutto, da vivi. Ma esiste sempre un’eccezione che conferma la regola ed è questo il caso del Club 27 o J27 perché i primi musicisti, soprattutto rockstar, a morire anzitempo hanno per iniziale del nome o del cognome una J.

L’espressione Club 27, invece, è stata coniata dopo la pubblicazione dell’estratto di un’intervista rilasciata dalla madre di Kurt Cobain, morto a 27 anni nel 1994, al giornalista Charles R. Cross, biografo di suo figlio. In essa, ella aveva dichiarato che  “Now he’s gone and joined that stupid club. I told him not to join that stupid club”, riferendosi ai decessi di Jimi Hendrix, Janis Joplin e Jim Morrison. Da quel lontano 1994,  l’idea di un surreale club di rocker 27enni morti prematuramente ha preso il sopravvento tra i media e, purtroppo, la lista si è tristemente allungata fino a oggi.

Ma chi sono stati i membri di questo club?

Sebbene le fonti made in USA facciano cominciare la lista con Alexandre Levy, pianista e compositore morto nel 1892 per cause sconosciute, il nostro elenco  riguarderà solo le giovani rockstar del maledetto Club 27, escluso il già ricordato Jim Morrison:

Brian Jones, fondatore dei Rolling Stones morto nella notte tra il 2 e il 3 luglio nel 1969, a 27 anni, per annegamento: aveva uno stile di vita sregolato e la sua rovinosa abitudine era quella di mescolare alcol e droghe e di tuffarsi subito dopo nella piscina, dove fu trovato cadavere.

Jimi Hendrix, il più celebre e talentuoso chitarrista della storia della musica rock,  trovato morto soffocato nel proprio vomito a causa di un’overdose da barbiturici il 18 settembre 1970.

Janis Joplin, istrionica cantante rock morta per overdose poche settimane dopo Hendrix, il 4 ottobre 1970.

Janis_Joplin

Jean-Michel Basquiat non è stato musicista o cantante ma un noto ed eclettico artista autodidatta, tra gli esponenti del neo-espressionismo, che ha collaborato con Andy Warhol. È morto, anche lui, di overdose all’età di 27 anni, il 12 agosto 1988.

Kurt Cobain, cantante e chitarrista cofondatore dei Nirvana, per molti anni dipendente dall’eroina. Si è suicidato all’età di 27 anni il 5 aprile del 1994, sparandosi un colpo di fucile in bocca forse nel momento di maggiore successo della storia della sua band;

Amy Winehouse, formidabile cantante inglese, vittima però di frequenti crisi depressive e dedita alle droghe e all’alcol: è stato l’abuso smisurato di alcol a farla morire all’età di 27 anni, il 23 luglio del 2011.

Quelli elencati sono forse i nomi degli artisti e musicisti più celebri del nutrito club, ma non gli unici. Risale per esempio al 19 gennaio di inizio anno la morte per insufficienza epatica del rapper americano Fredo Santana. Avrebbe compiuto 28 anni il 4 luglio.

Vite disordinate, dediti ad ogni forma di eccesso. Anime dal carattere fragilissimo, incapaci di gestire le loro vite a seguito, quasi certamente, di un insospettato successo. Secondo una delle guardie del corpo di Amy Winehouse, l’artista britannica era solita trascorrere le serata a vedere in modo ossessivo i suoi video su Youtube mentre si ubriacava: e forse era in questo stato poco prima che fosse ritrovata esanime. Era profondamente ossessionata dalla sua immagine. Un senso di inadeguatezza e di instabilità li ha accomunati, tanto che questo malessere trasbordava nelle loro canzoni in modo impetuoso.

Il fatto che questi artisti siano deceduti tutti all’età di 27 anni, alcuni dei quali a distanza di pochi giorni, è un puro e crudele caso. Quando sono morti, tranne i casi di suicidio, non c’è mai stata consapevolezza in loro che quello che stavano per compiere avrebbe messo fine alle loro burrascose esistenze. E la loro scomparsa potrebbe essere interpretata, in senso antropologico,  come un rito di passaggio da una vita terrena popolata di demoni, come evocavano molti testi delle loro canzoni, a un’oltre-vita di annientamento o, nel migliore dei casi, di conquistata pacificazione.

Margherita Musso 

About the author

Margherita Musso

Blogger, organizzatrice di mostre, appassionata d'Arte e di Culture. Amo lasciarmi ispirare, creare ed emozionare.

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