Arte e Fotografia

Casa del Pop: una mostra fotografica dalle radici sociali

Casa del Pop è un progetto di documentazione e condivisione, in una circostanza in cui questi due elementi sussistono l’uno grazie all’altro. Un lavoro di due anni di Marina Arenziale e Matteo Cesari, il cui risultato è una mappatura fotografica di tutte le case del popolo della Toscana, animato da forze mnemoniche e desideri di riappropriazione. Un circuito arterioso di luoghi che, immortalati nel presente, portano con sé una ragion d’essere che ha scavalcato i decenni intersecandosi alla  malinconica reminiscenza di un passato che è stato e che potrebbe, anche solo in parte, essere rivissuto. E le fotografie, cellule memori di eventi e testimoni silenziosi detonatori di riflessioni nostalgiche, quasi mitologiche, fortificano l’idea di un’esigenza collettiva che non può né deve decadere, nel principio di difesa di un’appartenenza che ha radici profonde.

_mg_2571

La mostra Casa del Pop, a cura di Francesca Biagini (visitabile presso il 51 di via La Marmora a Firenze) – il cui riferimento nel titolo ha un che di paradossale e sarcastico se inteso in rapporto al duplice rimando della parola Pop (nella forma abbreviata o estesa) – si dispiega agli occhi del riguardante semplicemente, dando voce a una storia che persiste conservata in immagine. I due fotografi, la cui impronta personale sembra quasi non distinguersi, hanno deciso di osservare con gli stessi occhi e di agire con le stesse intenzioni, quelle di eternare non solo un luogo ma anche un percorso nei luoghi, in un reticolato di punti di vista che si richiamano l’un l’altro. Così il viaggio, che ha radici documentaristiche, oltre che a farsi esperienza (fotografica e comunitaria) si fa concettualmente simbolo: non ogni casa del popolo, ma una che le possa universalmente comprendere tutte, assumendo lo stesso principio di compartecipazione emotiva e di sguardi.

_mg_2568

Casa del Pop diventa una ricerca non solo politica ma anche antropologica, in un’ottica ludica e partecipativa in cui vige la regola dello scambio e dell’intersezione delle idee e degli svaghi. La casa (termine che rimanda a un focolare intimo e familiare) ha il ruolo di ospitare “un rituale di aggregazione collettiva”. E la mostra, in un ambiente che si fa altrettanto casa emanando un senso di accoglienza, quello di accudire gli oggetti che portano gli anni del luogo che li ha ospitati difendendoli dall’usura del tempo che passa. Le cartelle della tombola, le bottiglie, la bandiera: anch’essi finiscono per assumere un valore simbolico nel momento in cui si fanno portatori di tracce e di memorie. Mentre loro, gli assidui e appassionati frequentatori di quei luoghi scrigni di un agire sociale, o almeno alcuni di essi, si tramutano involontariamente in icone divistiche di un’immaginifica dimensione spettacolare.

groomingphoto_casedelpop_071 Attraverso la documentazione di una realtà ormai in parte perduta, il progetto si carica della possibilità di mostrarci un punto temporale zero, in cui un passato che ha lasciato tracce importanti lascia spazio a un presente che necessita di costruirne altre, attraverso nuove ricerche e nuovi propositi. Casa del Pop, dunque, è una mostra che si colloca in una prospettiva contemporanea ma di matrice storica, che induce chi la guarda a immaginarsi in quei luoghi e, virtualmente, a poterne far parte: la fotografia di grande formato poggiata sul pavimento dà l’idea, sfruttando l’orizzontalità del tavolo  da gioco che costituisce il centro della ripresa, di poter intervallare le proprie mani a quelle degli altri,  in un gesto che induce a riflettere, fisicamente e idealmente, sulla creazione dei rapporti e sul suo persistere e decadere.

_mg_2574

In una città dove “siamo tutti più soli” (come si sente da una voce fuori campo nel video presente in mostra), in cui la realtà virtuale si sta spietatamente sostituendo alla realtà reale, “sono le storie dei nostri territori che formano le micro-sequenze del nostro esistere”.

Cristiana Sorrentino

cattura

 

About the author

Cristiana Sorrentino

Cristiana Sorrentino vive a Firenze, dove ha conseguito la laurea in Dams e si è specializzata in Storia dell'arte e della Fotografia. Ha pubblicato articoli su mostre ed eventi e tenuto convegni su temi di arte contemporanea, cinema e fotografia.