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Carrara Marble Weeks | Piero Gilardi

La mostra propone un incontro con l’opera dell’artista Piero Gilardi (Torino 1942), in cui il rapporto uomo-natura, o più precisamente il rapporto natura-cultura nella sfera antropica, è il nucleo problematico delle elaborazioni teoriche e delle conseguenti espressioni artistiche dall’inizio degli anni Sessanta a oggi. Attraverso una selezione di 9 lavori, di cui sette grandi Tappeti-Natura e due installazioni interattive, l’esposizione crea un paesaggio tra natura e artificio – in cui voli di gabbiani si uniscono a campi di cavoli innevati, vegetazione tropicale a spiagge sassose – che coinvolge lo spettatore portandolo ad essere maggiormente attento alle bellezze ambientali e sensibile ai pericoli dell’industrializzazione e ai cambiamenti climatici dovuti all’inquinamento. Questa distesa organica di una natura improbabile quanto vivace va a riempire il centro dell’Aula Magna dell’Accademia di Belle Arti di Carrara. Un ambiente circondato da gessi ottocenteschi e sospeso nel tempo, che negli scorsi anni ha accolto le opere di Giulio Paolini, Giuseppe Penone, Ettore Spalletti, Stefano Arienti, Daniel Spoerri.

P. Gilardi, Mare, 1967, poliuretano espanso
P. Gilardi, Palmeto con cocchi, 2001, poliuretano espanso

Fin dagli esordi condivisi con artisti come Aldo Mondino e Michelangelo Pistoletto, Piero Gilardi si è fatto portatore di una creatività indipendente e originale, impegnata in ambito sociale e attenta all’ideale civile e politico. Profondamente permeato dal pensiero critico di intellettuali come Michel Foucault, Gilles Deleuze, Félix Guattari, Ivan Illic, Gilardi ha aperto una nuova prospettiva partecipata nella pratica artistica, con forte attenzione al coinvolgimento delle giovani generazioni, grazie anche all’uso delle tecnologie interattive. La sua espressività, relazionale e condivisa a tutti i livelli – portata avanti anche in veste di direttore artistico del centro sperimentale di arte contemporanea PAV -Parco di Arte Vivente di Torino, inaugurato nel 2008 – analizza nei vari e complessi aspetti il disastro ecologico corrente e gli effetti dell’Antropocene, ovvero l’era geologica attuale nella quale all’essere umano e alla sua attività sono attribuite le cause principali delle modifiche territoriali, strutturali e climatiche. Ma la sua arte si pone anche come prefigurazione immaginativa e simbolica di nuove pratiche etiche di vita individuale e collettiva, e in questo senso continua la narrazione del vivente e della sua bellezza, che risiede soprattutto nell’operatività generativa e cooperativa dei processi evolutivi della biosfera.

 

Due cavoli e neve, 1984
Ritratto di Piero Gilardi, 2016

 

PIERO GILARDI.

Estetiche dell’Antropocene
Mostra e catalogo a cura di Gaia Bindi
Accademia di Belle Arti di Carrara, Aula Magna
Palazzo Cybo Malaspina , Via Roma 1, 54033 Carrara
7 luglio – 26 agosto 2017
Opening 7 luglio ore 17.30.
Orario: da lunedì a venerdì 9.00- 13.00
Ingresso libero

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