Cinema e Teatro

Black Mirror | Bandersnatch, il primo film interattivo

Bandersnatch è il primo film interattivo per adulti lanciato da Netflix e uscito sulla piattaforma di streaming il 28 dicembre, sulla scia della serie Black Mirror, con cui condivide lo sceneggiatore Charlie Brooker.

Stefan è un programmatore che decide di creare un videogioco ispirato a un romanzo di fantascienza a scelta multipla appartenuto alla madre. Bandersnatch è il nome di questo videogioco, ideato negli anni 80 ma mai realizzato. Come nel libro, anche nel videogioco e conseguentemente nel film, il lettore, il fruitore e lo spettatore hanno la possibilità di scegliere il finale. Col mouse (o con il telecomando), infatti, durante il film lo spettatore è chiamato a compiere delle scelte, in base alle quali si evolverà la storia. Ci sono diversi finali possibili a seconda delle scelte effettuate.

 

Il libero arbitrio e la libertà di scelta si configurano come il tema principale che il regista David Slade vuole far emergere in questo film. Ma anche il controllo della mente umana, esercitato da diverse forze esterne e concomitanti, ha un ruolo chiave all’interno del film.
Guardarlo fino alla fine e tornare indietro per scoprire i diversi finali, induce a chiedersi fino a che punto siamo davvero noi a scegliere cosa succederà. Come nel film, anche nella vita di tutti i giorni, qual è il limite tra libero arbitrio dell’uomo e forze esterne superiori quali casualità, destino, natura, religione, autorità governative e dulcis in fundo… il web?

Ogni persona in base alla propria indole, educazione, cultura o in base al contesto sociale in cui è nato e cresciuto, è trascinato consapevolmente o inconsapevolmente da queste forze. Tuttavia, la libertà di scelta è concessa quasi a tutti al giorno d’oggi. Il problema sorge quando le persone non si rendono conto dei limiti di questo libero arbitrio oppure non li accettano. Quanto può essere positivo per un uomo ostinarsi a fare di testa sua, nonostante tutto intorno lo induce a fare diversamente? E viceversa quanto, ad esempio il web, può influenzare le scelte di un uomo? Inutile negare come ultimamente il potere di quest’ultimo, abbia raggiunto dimensioni inimmaginabili prima d’ora.

Il film è stato girato in 2 anni ma solo qualche giorno prima dell’uscita è stato ufficialmente annunciato. Anche il trailer è stato pubblicato solo il giorno prima e sui media e sui social network non è stata fatta una grande pubblicità. Quasi non se n’è parlato per nulla. Come mai? Scelta strategica? Polemica? Presa di posizione? Probabilmente quello del regista è stato un messaggio, soprattutto per chi ha apprezzato il film: nessuna ingerenza o condizionamento esterno per chi ha deciso di vederlo. È un invito ad approcciarsi in totale libertà, spinti dalla curiosità o semplicemente dal passaparola. E quest’ultimo, almeno per il momento, pare abbia avuto un notevole successo.

Adelaide De Martino

About the author

Adelaide De Martino

Adelaide De Martino nasce nel 1979 a Napoli dove si laurea in Economia Internazionale. Vive a Roma e successivamente a Milano dove si dedica all'arte, organizzando mostre e scrivendo articoli sul suo blog www.artelaide.wordpress.com. Dal 2013 ha scritto anche per la rivista i.ovo e dal 2015 per memecult.