Arte e Fotografia

Bernard Joubert | Pittura al limite

L’artista parigino Bernard Joubert è stato presentato a Firenze il 2 aprile scorso alla Galleria Il Ponte, con una particolarissima mostra dal titolo Bernard Joubert. La pittura al limite, a cura di Alessio Marolda e Bernard Marcelis, che sarà visitabile fino al 3 giugno 2016.
Joubert,Pietà, 2012, intervento pittorico su dipinto
Con questa mostra si vuole riallacciare un filo che ha legato l’artista francese all’Italia, interrotto alla fine degli anni ‘70. Negli spazi della Galleria Il Ponte sono stati affiancati volutamente lavori recenti a opere più datate, conosciute come rubans, nastri di tela dipinta. “Quello che ci siamo proposti – spiega Alessio Marolda – è inserire mediante il ‘taglio’ le opere di Joubert in un confronto diretto tra istanze, che sebbene formalmente diverse, conservino una radicale similarità e mostrino una continuità  di pensiero costitutivo”.
Il percorso espositivo è stato concepito quasi come una retrospettiva, che ripercorre, attraverso un’attenta selezione di opere, la carriera dell’artista, riproponendo lavori dei primi periodi fino a oggi. Oltre quaranta anni di attività si possono rileggere nei tre spazi della galleria. Ampio spazio è dedicato ai rubans, alcuni dei quali mai esposti prima, sistemati al piano terreno della galleria. Raffinate e bellissime opere su carta e fotografie sono esposte nella più raccolta e intima zona lounge. Il piano inferiore, é invece totalmente dedicato alle opere più recenti, che vanno dal 2010 al 2016, interessanti interventi pittorici su stampe e riproduzioni di dipinti di epoche passate, che “appaiono” di concezione del tutto diversa dalle prime opere. “Questa esposizione presenta gli aspetti vitali e attuali di una ricerca, che pur forzando in modo radicale i confini del medium pittura, non lo trasforma mai in qualcosa d’altro, ma operando un’apertura, sia concettuale che materiale, ingloba nella sua anatomia strutturale elementi che vanno ad incrementare articolazioni nuove per il pensiero e per lo sguardo”. I nastri di tela dipinta per esempio delimitano delle superfici geometriche, quadrate e rettangolari, senza che i loro perimetri siano completamente chiusi. Un geometrismo estremizzato e se si vuole già visto, ma che cattura lo spettatore per il significato del tutto nuovo che l’artista gli da. Le opere in mostra dunque che sembrano di impostazione alquanto differenti, in realtà sono simili perchè in ogni caso si tratta di “pittura”, un approccio pittorico solo apparentemente diverso. Quello che cambia è il supporto, e il diverso intervento che l’artista sceglie di effettuare.
joubert
Bernard Joubert, che inizia il suo percorso artistico tracciando linee direttamente con il tubetto di colore su tela libera, dal 1972 trasferisce la tela sul muro. Inizia così la serie dei rubans, che prosegue fino al 1981. Il suo percorso appare così innovativo che nella seconda metà degli anni ’70  sarà invitato a partecipare ad importanti esposizioni internazionali e realizzerà mostre in molti importanti musei. Tra l’altro nel 1974 alcuni suoi disegni sono acquistati dal MOMA di New York. In Italia in quello stesso anno numerose sue opere entrano a far parte della collezione Panza di Biumo. A partire da questa data parallelamente alle esposizioni in spazi istituzionali, Bernard Joubert fotografa i suoi nastri installati in strada. Nel 1976 fotografa il rettangolo 200×4,5 cm delimitato da un nastro bianco e un nastro nero nelle vie di Parigi, New York, Bruxelles, Venezia. Dal 1980 la superficie dei nastri si allarga e la monocromia sarà spezzata da campiture di colori diversi. Sarà negli ultimi anni che i suoi tocchi di colore si sovrappongono e si  distribuiscono sulla superficie indipendentemente dal supporto. Sono degli anni 2012-2013, per esempio, le opere in cui l’artista dipinge sulle tavole floreali di un’enciclopedia botanica. Dal 2013, realizza inoltre le «peintures écrasées» (pitture schiacciate), dove la pittura ad olio, posata su incisioni antiche o vecchie riproduzioni fotografiche, crea un accorpamento tra la carta delle stesse ed il vetro. Il tutto viene poi ricollocato nella sua cornice originaria restituendo un’ambiguità che a ben vedere si ricollega a quella dei suoi primi lavori.
joubert1
La Galleria Il Ponte continua con questa mostra un percorso importante e forse unico a Firenze, che conferma un programma intenso e di lodevole spessore scientifico, in cui niente è mai lasciato al caso. Nata nel 1965 dalla passione verso l’arte contemporanea di Vincenzo Alibrandi, oggi diretta dal figlio Andrea Alibrandi, la Galleria Il Ponte, recentemente rinnovata negli spazi, segna un punto fermo per chi, in questa città difficile e spesso inospitale, voglia essere guidato nell’approfondimento di alcuni degli artisti più significativi della scena nazionale e internazionale.
Non perdiamo dunque questa occasione che ci viene offerta di aprirci a qualcosa di diverso e di nuovo, di estraneo ed di straniero, e per una volta lasciamo a casa il nostro orgoglio e i nostri pregiudizi e andiamo incontro al mondo contemporaneo!

About the author

Cecilia Barbieri

Nata a Firenze, dove vive e lavora, ha conseguito la Laurea in Storia dell’Arte all’Università di Firenze. Ha lavorato nell’organizzazione di mostre ed eventi e ha curato nel corso degli anni diverse pubblicazioni di Storia dell’Arte e di Storia del territorio. Giornalista pubblicista collabora costantemente come freelance con diverse testate di settore.

Add Comment

Click here to post a comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.