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Asad Raza | Untitled (plot for dialogue)

Converso presenta “Untitled (plot for dialogue)”, una mostra personale dell’artista americano Asad Raza all’interno chiesa sconsacrata di San Paolo Converso a Milano. In “Untitled (plot for dialogue)” Raza continua la sua esplorazione di modi di abitare uno spazio ricorrendo a pratiche d’interazione tra esseri umani, esseri non-umani e oggetti. Raza risponde all’architettura cinquecentesca della chiesa introducendovi rivestimenti, linee, reti, racchette, tè freddo al gelsomino e allenatori per un gioco simile al tennis.

L’artista riconfigura la chiesa – un luogo destinato alla ricezione di messaggi di autorità spirituali – in uno spazio di scambio diretto e di svago. Raza ha un interesse di lunga data per il tennis: è un avido giocatore e ha scritto ampiamente sul tema. L’artista ricorre allo sport per suggerire una riflessione sulla necessità delle attività ricreative in una società imperniata sul lavoro. Egli intende il gioco come una modalità di rilasciare energie attraverso pratiche con una alta carica simbolica, ma evidentemente non dannose. Nel caso del tennis e di sport simili, l’attività può essere intensa eppure rilassante. Raza e gli allenatori sono interessati a coinvolgere i visitatori della mostra in lunghe partite, per il carattere dialogico che questi incontri necessariamente comportano, piuttosto che per la dimensione della sfida e l’obiettivo di vincere l’avversario.

I visitatori di “Untitled (plot for dialogue)” sono più che spettatori – abitano i propri corpi coordinatamente a quelli degli allenatori con cui sono invitati a giocare. I giocatori interagiscono l’uno con l’altro attraverso il medium della palla e la trama del campo da tennis. La mostra pone così l’esperienza del gioco al di sopra di un apprezzamento puramente visivo, in quanto l’andirivieni del palleggio tennistico produce una bellezza meditativa attraverso gesti che non possono mai essere ripetuti.

Asad Raza (Stati Uniti, 1974) combina esperienze, esseri viventi e oggetti nel suo lavoro come artista, produttore, curatore e drammaturgo. Alcuni progetti recenti includono Root sequence. Mother tongue presso il Rockbund Museum, Shanghai, e la Biennale di Whitney, New York; “Mondialité” presso Villa Empain, Bruxelles; e “the
home show” nel suo appartamento privato, New York.

Dyrector and Curator
Alexander May

Curator
Michele D’Aurizio

Exhibition Cordinator
Nadine d’Archemont

Assistants
Giulia Ratti / Chiara Spagnol

Supported by
CLS Architetti, Swarovski, Ambienta, Sergio Rossi, Untitled Association

About the author

Memecult

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