MEME TOPICS

Appunti dalla quarantena #6

L’atmosfera di sospensione in cui tutta Italia è immersa a causa dell’emergenza Corona Virus, porta con sé riflessioni, contraddizioni e cambiamenti di un “tempo nuovo” che è ancora tutto da decifrare. Abbiamo chiamato a raccolta le nostre penne (e oltre!) per condividere brevi pensieri sulla condizione che stiamo vivendo, nelle tante sue sfumature. Ecco alcune “pagine di diario”, che pubblicheremo periodicamente in queste settimane: abbiamo uno spazio a disposizione – il nostro sito – e vogliamo in questo momento renderlo utile per questo fine.

******

Abitudini. Prima che le nostre abitudini fossero completamente azzerate da questa tragica emergenza, vivevo una vita frenetica. Un lavoro impegnativo che mi portava a viaggiare all’estero quasi ogni settimana e una relazione a distanza che, nei weekend, portava me e il mio fidanzato a macinare chilometri pur di vederci e passare del tempo insieme. Adesso che tutto si è fermato, cosa ci resta? Sicuramente resta il tempo di soffermarci sul valore di cose che davamo per scontate, come andare a cena fuori, a una mostra, a un concerto. Resta il tempo di telefonare agli amici lontani e che, per colpa dei nostri orari, non riuscivamo mai a sentire. Ma a che prezzo stiamo riscoprendo questi piccoli gioielli quotidiani? Ad ogni telegiornale assistiamo inermi ai numeri di vittime e contagi che purtroppo continuano a salire. Mi chiedo quindi, cosa succederà dopo? Riusciremo ad imparare qualcosa? Come si potrà mai riprendere la nostra, già fragilissima, economia? Io posso lavorare in tutta sicurezza da casa, ma penso a chi deve rischiare per mandare avanti le attività fondamentali di questo paese e a chi lavora negli ospedali. Penso ai posti di lavoro che questa emergenza mette a rischio. Di fronte a tutto ciò, il fatto che le nostre abitudini siano state stravolte ha il peso di un granello di sabbia. Restiamo a casa, usciamo solo se necessario e cerchiamo di essere grati per quello che abbiamo. 

Sara Bimbi, Milano/Pisa

******

Sorveglianza di massa. Ecco la sorpresa dell’improvviso capovolgimento del mondo esterno, sempre più difficile da mettere a fuoco. Da fuori entra il suono distante e metallico dai megafoni delle forze dell’ordine che con un accento nostrano meccanicamente ripetono dell’emergenza sanitaria in atto. Dentro, a causa del corona virus, viviamo una pandemia psichica, anche per tutti coloro che non hanno avuto l’esperienza diretta con il covid-19, tipo me, che non conoscono casi e per adesso, sono in salute. Non ho in casa una televisione ormai da anni. Evito – il più possibile – il diluvio d’informazioni. Eppure, affacciata al balcone sento la tensione nell’aria, sento la paura nel silenzio e purtroppo abito in una zona piuttosto isolata dove nessuno suona o canta dai balconi. Vivo in un monolocale di 30 metri quadri, oltretutto, con una connessione a giga limitati per cui nemmeno lo schermo mi distrae troppo da tutto questo strano momento. Spero finirà questa sorveglianza di massa che ci priva di qualsiasi libertà, che solo in questo caso di emergenza va compresa e giustificata. Durante questi giorni di stasi i pensieri fluiscono caotici, gli stati emozionali rimbalzano come delle particelle in un campo elettromagnetico. Ciò che mi pesa di più è la distanza fisica, che è necessaria per la salute propria e della collettività, ma ammetto che mi manca il contatto. A due settimane d’isolamento, nemmeno le chiamate skype, o video-selfie di amici, mi colmano più.
La mia forma mentis in fotografia mi ricorda che le immagini hanno capacità illusorie potenti.  Possiamo vedere l’orizzonte, ma è impossibile toccarlo. Ricordiamocelo quando tutto questo finirà.

Elisa Crostella, Senigallia

******

L’arte ai tempi del Corona Virus… e dopo? Gli artisti reagiscono con l’arte alla situazione di emergenza. Masse di artisti di ogni tipo si stanno scatenando sul web. E forse oggi, per la prima volta qui, nel web, invece di allontanarci ci si avvicina con sincerità. Dai ballerini che danzano nelle quattro mura di casa, ai rapper che si sfidano rimando sul COVID-19, dai musicisti che organizzano concerti virtuali, agli artisti che creano opere d’arte con ciò che possono, dal fenomeno dei balconi, agli scrittori che raccontano questo tempo. Tutto ciò RESTANDO A CASA.  Molti sono gli hashtag, le challenge e le iniziative che ci invitano a recuperare la nostra indole creativa: #covidart #danceartchain #artchainitaly2020. In questi tempi coltivare la nostra immaginazione potrebbe aiutarci a combattere questo nulla apparente o a esorcizzare la paura di questa situazione. Ma tutta questa arte dove andrà a finire quando tutto ciò sarà finito? Sarebbe bello raccogliere creazioni, canzoni, sonetti, balli in un’unica rassegna, o magari realizzare una mostra digitale in cui raccontare come l’Italia, il paese dell’arte, ha reagito in questa situazione. Sappiamo tutti che nel caos, nella paura, nella solitudine, nascono anche le cose belle. Allora rinnoviamo l’invito degli artisti a chi ancora non sa di esserlo: non sapete cosa fare a casa? CREATE! Magari in futuro ci sarà un contesto che parlerà di voi e delle vostre creazioni.

Veronica Benanti, Roma

About the author

Memecult

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi