Arte e Fotografia

AMORE LIBERA TUTTI | Antonello Ghezzi a Pistoia

La mostra personale “Amore libera tutti” – visitabile sino al 28 Marzo – del duo artistico formato da Nadia Antonello e Paolo Ghezzi – si trova alla Galleria ME Vannucci di Pistoia ed è a cura di Manuela Valentini. Le installazioni del duo artistico ampliano il concetto di amore rendendone la sottigliezza di aspetti che si muovono dal sociale al personale.

L’amore, o meglio l’eterno «enigma dell’amore» – come scrive Alexandra Kollontai nella lettera di risposta a un giovane compagno e pubblicato sul terzo numero di “Molodaja Gvardija” (1923) con il titolo «Largo all’Eros alato» – non è soltanto «un fattore imperioso della natura», una mera questione della biologia, ma anche un fattore psico-sociale, poiché, nella sua essenza, l’amore è un sentimento «profondamente sociale» (p. 52). In quanto tale, esso è vitale nella costruzione della solidarietà collettiva e, dunque, della società comunista, essendo questa «fondata sul principio di solidarietà» (p. 62) e non certo sul principio di competizione, sul quale si fonda la società capitalistica. (A. M. Kollontai, Amore e rivoluzione, Redstar, Roma 2017 cit. in https://www.lavocedellelotte.it/2019/10/02/su-amore-e-rivoluzione-leros-ha-un-corpo/).

 

Amore libera tutti, riprendendo il gioco del nascondino e il celeberrimo tana libera tutti, mi ha ricordato la frase sopra citata.

AntonelloGhezzi_tienimiforte

Due cicli di opere in particolare concorrono a questa specifica analisi. L’elemento dello specchio è ricorrente. Da una parte lo specchio riflette l’io che si riconosce e impara la difficile pratica della cura del sé. Dall’altra sullo specchio il duo di artisti fa comparire delle scritte, che non solo distraggono dal riflesso di se stessi, ma inducono ad una riflessione relazionale. Tienimi forte, spingiamoci oltre, non solo dualizzano l’esperienza, ma decidono di pluralizzarla, renderla sociale e collettiva. Il punctum che chiarifica tale concetto lo si ha nel grande specchio della sala centrale della galleria. Sopra lo specchio leggiamo “Attesa dell’amore”. Lo specchio ricollocato è come un feticcio simbolico di un’attesa generica che si fa metafora di un bisogno che è il processo stesso.

AntonelloGhezzi_stringere lo spazio_particolare_PhClaudioRospigliosi

 

Su questo presupposto si basa anche l’installazione Stringere lo spazio (di me e te), in cui la traccia di una stretta di mano diventa materia e si fa sostegno poroso di un processo. In un contesto storico come quello attuale in cui l’epidemia di Covid-19 ha reso il contatto sempre più sporadico e la digitalizzazione degli affetti una possibilità esplorativa, lasciare segni scultorei perituri, ma tangibili crea come un labirinto emotivo. Una parete piena di piccole sculture in terracotta realizzate durante una performance svoltasi la scorsa estate, durante la quale le persone stringendosi le mani hanno scolpito con la propria morfologia un frammento d’argilla.

L’artista Pino Tovaglia con la sua scultura Amore, dove le lettere che compongono la parola sono lette non in modo sequenziale, ma che si incastrano l’una all’altra creando un blocco resistente, ha creato un incastro concettuale e grafico dove, come fa il duo Antonello Ghezzi, il procedimento costitutivo è metafora integrativa del concetto. L’amore che è il sentimento più aleatorio diventa struttura sociale propositiva.

Il gioco è un altro elemento centrale in questa personale, sia richiamato nel titolo ma anche negli espedienti installativi.

AntonelloGhezzi_scrivimi

 

Scrivimi (2020), è composta da uno specchio e uno scrittoio in legno. Lo specchio invita lo spettatore a osservare e osservarsi, a sedersi e a scrivere una lettera che verrà spedita. La presenza del riflesso è uno stimolo a cogitare la propria scrittura indirizzata a un utente x, a un amico, a un amore o a se stessi.

Raggiungendo il cuore dell’esperienza umana, trasformando lo spazio della galleria e mettendo in relazione le interazioni tra le persone Antonello Ghezzi espone l’universale in quel riverbero di luci che portano ad un nuovo coinvolgimento. Come l’amore.

Francesca Biagini

In copertina: BeRomantic_PhClaudioRospigliosi

About the author

Francesca Biagini

Curatrice indipendente,docente di evoluzione dei linguaggi visivi presso LaJetee Scuola di Visualstorytelling, assistente nel workshop per Fabbrica Europa “To be told”, ha collaborato a numerose mostre nella città di Firenze e all’estero, tra cui la mostra Urban Tracks presso il Vivaio del Malcantone con il collettivo artistico sloveno Brida.

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