Arte e Fotografia

Alfredo Pirri, tra le musiche di Mahler e i versi di Rückert

Alla Galleria Il Ponte di Firenze, Alfredo Pirri mette in scena un mondo elegante ed evanescente, sintesi delle ispirazioni dei Lieder di Mahler e i versi struggenti di Rückert. Nonostante la sofferenza stia alla base di queste citazioni, Pirri riesce a far scaturire nel suo lavoro un senso di pace iridescente.

Alfredo Pirri, Kindertotenlieder, 1992_2015, gesso di bologna, terra colorante e acrilico su legno, vernici acriliche su plexiglas, opera co

La prima mostra del 2016 della Galleria Il Ponte di Firenze, inaugurata il 23 gennaio scorso, è la personale dell’artista Alfredo Pirri (Cosenza 1957) dal titolo Kindertotenlieder. Si tratta dell’ultimo appuntamento del progetto All’orizzonte, che ha precedentemente contemplato Passi, la bellissima installazione realizzata dall’artista al Museo Novecento di Firenze (11 settembre – 31 ottobre 2015), e la personale presso Eduardo Secci Contemporary, sempre a Firenze (finissage 23 gennaio).

Un rapporto quello di Pirri con questa non facile città che dura da molto tempo e qui si consolida ancora di più. Fin da giovane l’artista, che lavora e vive a Roma, ha frequentato la Toscana, tornandovi più volte e intrecciando relazioni e collaborazioni con musicisti, architetti e registi teatrali.

Alfredo Pirri 2

La mostra alla Galleria Il Ponte, curata da Arabella Natalini, visitabile fino al 18 marzo, presenta un nucleo di nuove opere realizzate dall’artista tra il 2014 e il 2015. Il ciclo trae il titolo dai celebri Lieder di Gustav Mahler, ispirati dalle liriche che il poeta romantico tedesco Friedrich Rückert compose nel 1833 per trovare sollievo dalla scomparsa in tenera età di due suoi figli. Le 428 poesie che formano la raccolta non erano però state scritte per essere pubblicate e rivelano il dolore struggente di un uomo, padre, marito alla ricerca di un conforto dalla sua infinita sofferenza. E se anche l’angoscia si ripete in ogni sua poesia, in fondo si percepisce comunque una comprensione quieta del destino, un’accettazione rassegnata e silenziosa, che conduce a una sorta di serenità e pace interiore. Un canto lento, che dalle turbolenze della vita, riesce almeno a indicare una via d’uscita, verso la serenità. Affascinato fin da giovane dai canti mahleriani, Pirri ha dunque recentemente elaborato una serie di lavori che si offrono al pubblico come un inedito e armonico controcanto.
I suoi Kindertotenlieder sono popolati da un affioramento e da un ribollire vitale di forme, che ricorda una danza lieve e gioiosa avvolta da una nebbia impalpabile.

Alfredo Pirri 1

Coerente alla sua estrema attenzione allo spazio, Pirri ha voluto per la Galleria Il Ponte, ricreare l’ambiente accogliente di una casa privata, nella quale ha inserito i suoi lavori colorati, immateriali e quasi vaporosi, realizzati da grandi pannelli di plexiglas punteggiati da tanti piccoli crateri e bolle, delle superfici liscie costellate da piccoli crateri fluorescenti, che altro non sono che fresche illusioni ottiche. Alcune di queste rappresentazioni astratte poggiano su piccoli tavolini, rievocando un interno domestico, un ambiente raccolto che ci accoglie fin all’ingresso della galleria, facendoci sentire a casa; altre riemiono le pareti, creando uno spazio etereo e rarefatto, dove le forme si rispecchiano, riecheggiano e risuonano come in una cassa armonica.
Scendendo al piano inferiore della galleria, simili forme circolari, scandite da cinque ripartizioni, vanno a ricongiungersi in un unicum pittorico, quasi a fare echi a Mahler, come dei soffi d’aria che sembrano uscire da fori che punteggiano ‘macchie di colore’ opalescenti, come piccoli caleidoscopi, da cui riverbera, come nota Arabella Natalini “…una luce indefinita che svela, senza mostrare, il reale colore retrostante”.

Qui i lavori sono avvolti da un grigio tenue che li lega ulteriormente l’un l’altro, creando un luogo singolare, cosparso da “aperture”, che ci invitano ad avvicinarci, a penetrare con lo sguardo e con il corpo questo involucro fisico e mentale. L’effetto cromatico dell’insieme è generato dalla fusione tra la sapienza pittorica dell’artista e la materia del supporto, le lastre in plexiglas direttamente colorate in pasta, che contribuiscono a generare ombre e giochi di luce davvero nuovi.

Alfredo Pirri 3

Questo mondo elegante ed evanescente di Alfredo Pirri, emana un senso di pace iridescente, che conduce lo spettatore a non concentrarsi sull’illusione, sul lato cerebrale dell’interpretazione, bensì a lasciarsi trasportare dal lato gioioso della realtà. 
Nonostante le forme sinuose che animano le singole superfici si raccolgano e si condensino talvolta in gruppi, le stesse forme appaiono sempre pronte a debordare, a sconfinare e riprendere il proprio movimento nell’opera successiva.

Nel coerente e colto percorso della Galleria Il Ponte, questa mostra di Alfredo Pirri conferma un costante, attento lavoro di ricerca di Andrea Alibrandi e dei suoi collaboratori, che come sempre regalano una perla di bellezza a questa nostra città.

Cecilia Barbieri

[Guarda anche la videointervista ad Alfredo Pirri su Memecult]

About the author

Cecilia Barbieri

Nata a Firenze, dove vive e lavora, ha conseguito la Laurea in Storia dell’Arte all’Università di Firenze. Ha lavorato nell’organizzazione di mostre ed eventi e ha curato nel corso degli anni diverse pubblicazioni di Storia dell’Arte e di Storia del territorio. Giornalista pubblicista collabora costantemente come freelance con diverse testate di settore.

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