Arte e Fotografia

Al Museo RISO è protagonista la materia: riflessioni e prospettive a confronto.

Richard Deacon Karakoram #22, 2014 Lithographs

Presso gli spazi del MUSEO RISO – Museo Regionale d’Arte moderna e contemporanea di Palermo è stata inaugurata il 27 aprile e sarà visitabile sino al 26 giugno 2019, a cura della RizzutoGallery, la mostra DEACON – MADERTHANER. Le opere, creati in site specific per il museo, riassumono il lavoro di ricerca del noto scultore britannico Richard Deacon e quello della più giovane e talentuosa allieva, l’artista tedesca Katharina Maderthaner.  All’interno degli spazi della RizzutoGallery invece è possibile vedere EDITIONS di Deacon – Maderthaner e DOPPIO SOGGETTO, mostra bi-personale di Antonio Catelani e Luca Pancrazzi. Nell’insieme viene fatta una riflessione su come i materiali, strumenti utilizzati per raccontare mondi interiori differenti, possano ingannare lo spettatore creando un “errore percettivo” sulla loro natura originale per dare spazio ad altre strutture narrative.

Nelle sale del Museo Riso, Fall, la “creatura” lingnea di Deacon si snoda nello spazio in una sorta di movimento perpetuo e sinuoso che non nasconde la sua natura. La scultura svela il suo scheletro composto da piccoli listelli di legno formando l’epidermide di una voluttuosa forma astratta che riassume il denso lavoro di ricerca dell’artista. Nella stessa sala entra in dialogo con la flessuosa scultura del maestro l’imponente e spigolosa struttura dell’opera della giovane artista e allieva di Deacon, Katharina Maderthaner. Anche lei gioca con la manipolazione dei materiali non svelandone il processo di costruzione ma nascondendo la natura originaria allo spettatore, che per svelare “l’inganno” dovrà aguzzare le proprie capacità percettive. Il lavoro artistico di Katharina Maderthaner trova ispirazione in alcune particolari scelte estetiche di oggetti di uso quotidiano, come le piante finte o materiali scadenti che cercano di simulare materiali pregiati come ad esempio il finto marmo. Il suo lavoro di ricerca è un continuo passaggio tra vero e simulato, tra originale e imitazione, tra buono e cattivo gusto, creando un’interferenza percettiva nello spettatore. Sempre al Museo Riso sono esposti alcuni dei gradevolissimi disegni di Deacon e spostandosi negli spazi della RizzutoGallery è possibile vedere la deliziosa serie di listelli in ceramica di Maderthaner in un gioco di rievocazione della loro originale natura lignea. 

EDITIONS: DEACON – MADERTHANER_Museo_Riso-view
EDITIONS: DEACON – MADERTHANER_Museo_Riso-view
Katharina Maderthaner
Untitled (wood), 2019,
Ceramic, glaze

Presso la Galleria Rizzuto è in corso, sino all’8 giugno 2019, “Doppio Soggetto”, mostra che vede dialogare le opere di Catelani e Pancrazzi. Un confronto tra percorsi di ricerca ormai consolidati che raccontano un viaggio introspettivo con un approccio lucido e consapevole della realtà circostante. 

Il tempo, per Pancrazzi è sempre stato il riferimento di partenza del suo lavoro. Il tempo muta continuamente ciò che ci circonda, nulla che vediamo o accade adesso era uguale ad un attimo fa o sarà lo stesso un attimo dopo. In questa dimensione ritmica di continua trasformazione, l’artista dice: 

“La materia con cui sono costruite, legate le mie opere è la stratificazione del tempo.

Ad esempio i lavori sull’orizzonte sono opere dove il paesaggio è apparentemente il soggetto, ma il mio paesaggio è un paesaggio attraversabile, è un paesaggio che necessita dell’incognita temporale, è quindi il risultato dell’equazione moderna di attraversamento di un territorio infrastrutturato per questa necessità” (http://www.artext.it/Pancrazzi-Luca.html).  

L’approccio con la realtà per l’artista è strutturato da un metodo molto rigoroso di raccolta e archiviazione di immagini. Un esempio è la serie Paesaggio Ciclico Variato, dove fotografie di luoghi attraversati da Pancrazzi vengono rielaborate tramite la materia pittorica o attraverso l’inserimento di elementi altri, portando a una riflessione di come la stessa immagine possa avere infinite variabili, così come il tempo muta un luogo ogni secondo che lo percorre. 

Luca Pancrazzi, Paesaggio Ciclico Variato, 2018

Catelani invece, descrive la realtà attraverso i calchi di una mano. Realizza una serie dove la silhouette di quest’ultima, in svariate posizioni, prende volumetria attraverso il riempimento con texure differenti. La forma, svuotata dagli eccessi, prende volume donando a ogni calco una sua unicità. Sfruttando materiali con prerogative diverse, come il colore o la porosità l’artista pone una riflessione su come la relazione tra realtà, disegno e materia possono condurre a molteplici possibilità. 

“Le piccole sculture qui esposte nascono per un semplice processo di trasposizione e “materializzazione” di un disegno a silhouette precedentemente ricavato tracciando il profilo di una mano vera: di una specifica mano diversa da ogni altra mano” (http://www.rizzutogallery.com/it/exhibitions/detail/doppio-soggetto). 

Antonio Catelani, Stiff, 2018

Dunque il “modello” diviene un elemento per sperimentare le sue infinite trasformazioni, dove la materia cambia il soggetto anche quando questo è pittorico (in riferimento alla serie Assenze in Blu ) permettendo così un’espansione anche oltre il perimetro della cornice.  

RizzutoGallery_installationview

Sasvati Santamaria

courtesy foto: Rizzuto Gallery

 

About the author

Sasvati Santamaria

Nasce il 18/02/1983, a Palermo. Frequenta L’Accademia di Belle Arti nella città nativa. Frequenta un Master allo IED in curatela, facendo la sua prima importante esperienza presso il concorso Talent Prize 2012. Cura diversi progetti, perseguendo sempre l’obiettivo di concentrare l’attenzione sulle pratiche sperimentali di giovani artisti.

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