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2° giovedì del mese | Settembre cafonal

Dal Fertility Day alle vignette di Charlie Hebdo, fino alle sconce passerelle veneziane, settembre è un mese maniacale ma anche evidentemente pieno di cafonate.

Finito il torpore estivo, ripartiamo in quarta, anche troppo, con tachicardia, ansia e sintomi vari da fase maniacale. Il sonno diminuisce, la testa va a mille, caffeina à go go e addio all’ozio sotto l’ombrellone. Settembre è sempre un nuovo inizio, bisogna ripartire con la frenesia che prevarica la noia. Parola d’ordine: non fermarsi, mai.

Pensavate di aver lasciato sì il cuore ma anche la cafonaggine sulle spiagge? Tra selfie a cosce ignude che sembrano würstel, corpi tatuati con qualsiasi idiozia e abbondantemente sfoggiati, unghie smaltate con colori fluo e catene d’oro su petti villosi? Attenzione, non è così!

A guardare gli ultimi tormentoni sui social, settembre è anche un mese cafonal.

Tutto è iniziato con la campagna pubblicitaria del Fertility Day, tema scottante che ha invaso la maggior parte delle bacheche di Facebook. Comunicazione e immagini poco felici, soprattutto quella in cui si paragona la fertilità all’acqua definendola un bene comune, con accenti che ricordano i regimi totalitari senza la sensibilità di pensare invece che mettere al mondo un figlio è una cosa intima e riguarda la sfera personale di un individuo.

fertility day

Comunque sia, la campagna è riassumibile con il termine cafonata così come il 22 settembre, giorno in cui di fatto, con un triste inglesismo, si celebrerà la fertilità senza contare che i giovani possono far figli solo se poi saranno i nonni a mantenerli e accudirli, perché lo stato italiano in questo non assiste di certo.

Cafonata numero due, la vignetta di Charlie Hebdo sul terremoto in Italia. Corpi paragonati a cibo italiano, per rimarcare come ci vedono all’estero: mangiatori di pasta che, infatti, per promuovere la solidarietà si servono proprio di un piatto di amatriciana come incentivo alla donazione. Anche questa un po’ una cafonata, ma si sa, la satira è e deve essere così.

charlie hebdo-terremoto

C’è da dire, però, che i veri cafoni sono stati tutti quelli del “Je suis Charlie” della prima ora dopo l’attentato che adesso, toccati direttamente, si sono scagliati contro il giornale francese. Come se la libertà di espressione non fosse un diritto indiscutibile sempre e comunque. Monito che andrebbe ripetuto anche a quegli intellettualoidi di sinistra che sparano senza freni sulle proprie testate contro gli avversari e invece sono i primi a professare tolleranza zero nei confronti dei colleghi di destra, quando invece sostenere la libertà significa anche, ahimè, non scagliarsi contro il video di Salvini che balla goffamente in uno scenario super trash sulle note del tormentone di Rovazzi tramutato in “andiamo a governare”.

E per finire, mirabile riassunto di tutto ciò sembra essere lo scandalo sul red carpet veneziano, dove due ragazze, modelle o attrici, boh, hanno sfilato praticamente nude, o meglio con le parti intime ben in vista – solo una piccola striscia ad evitare la pornografia – e, cafonata doc, con il segno del costume completamente visibile. Che dire, una cafonata, appunto, che sembra essere in perfetta linea con il Fertility Day, corpi giovani e pronti al concepimento, ma anche con le vicende di Charlie, perché è sempre in gioco la libertà di espressione in ogni suo campo.

Giulia-Salemi-e-Dayane-Mello-Foto-Facebook

E la parabola è sempre più discendente, in un sistema di rimandi e rispecchiamenti, ma ricordate: non fermatevi e cliccate, commentate, “opinionate”… invece di seguire il povero Wittgenstein con il suo “su ciò di cui non si può parlare si deve tacere”, perché la cafonaggine ha bisogno di sostenitori così come la libertà.

Alessandra De Bianchi

About the author

Alessandra De Bianchi

Classe 1984, due figli maschi, un gatto, un marito e una laurea magistrale in Filosofia. Lavoro: scrittura e correzione testi su commissione come libera professionista, per chiunque ne abbia bisogno. In passato: galleria d’arte, casa editrice e ufficio stampa, collaborazioni come editor, organizzazione eventi e partecipazione come autrice al romanzo In territorio nemico, minimum fax 2013.

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