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2° giovedì del mese | Leonardo Di Caprio e le termovalvole condominiali

Il 30 ottobre è andato in onda Before the Flood con Di Caprio, l’8 novembre è stato eletto Trump… e in Italia le valvole termostatiche saranno obbligatorie dal 1° gennaio

Cosa c’entra Di Caprio con i condomini italiani? E le elezioni americane?

Le elezioni c’entrano sempre, tutti ne parlano, tra risate isteriche, ironia social e ironia della sorte.

Di Caprio e le valvole termostatiche invece c’entrano veramente, perché hanno in comune una riflessione sul nostro ecosistema.

Lo scorso 30 ottobre è andato infatti in onda su National Geographic Before the Flood, il documentario diretto da Fisher Stevens con protagonista Leonardo DiCaprio che ci fa vedere il “climate changing” , il “global warming”… insomma tutti i cambiamenti e i disastri ambientali che il nostro tempo sta sperimentando. E in contemporanea, in Italia, quasi tutti i condomini hanno sperimentato l’annuale accensione del riscaldamento centralizzato con le nuove valvole termostatiche.

Iniziamo dall’alto, partiamo da Before the Flood e poi arriviamo alle valvole.

Before the Flood è un documentario toccante ma che ormai quasi non sconvolge più, un viaggio del premio-oscar (era l’ora) Di Caprio intorno al mondo per dimostrare come il riscaldamento globale e i notevoli cambiamenti climatici che esso comporta siano una realtà prepotentemente evidente. Dal set di The Revenant senza più neve [v. memecult.it/2-giovedi-del-mese-tarantino-inarritu-fargo-la-neve] ad Alberta, in Canada – che la maggior parte di noi conosce grazie a Risiko – allo smog che avvolge Pechino come una nebbia impenetrabile; dai ghiacciai dell’Artico che stanno scomparendo, alla morte per asfissia dei coralli, che in solo trent’anni si sono dimezzati; dalle foreste che bruciano in Indonesia per l’olio di palma, alle isole inghiottite dal Pacifico; dalle strade allagate di Miami Beach, ai campi coltivati inondati dalla pioggia in India. Insomma, un viaggio dal forte impatto visivo che, sebbene sia sublimato dalle inquadrature panoramiche, ci mostra un mondo devastato, dove i danni dell’uomo, del suo presunto benessere e della sua industrializzazione sono evidenti e irreversibili.

Possiamo solo prenderne atto – e già sarebbe tanto – come una generazione di uomini-messaggeri che trasmetterà l’infausto destino (senza poter realmente fare niente di risolutivo) alle generazioni future perché agiscano o scompaiano. Una scomparsa nella devastazione già presagita dal trittico di Bosch che apre il documentario e che con estrema visionarietà ci mostra in fondo un mondo cupo, di rovina e sofferenza come futuro ineluttabile dopo la cacciata dall’Eden e la corruzione dell’uomo che ne è derivata.

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Dall’arte di Bosch arriviamo a noi, all’Italia e alle valvole condominiali: d’accordo che possiamo alla fin fine solo constatare una Natura che ci sta spazzando via, dal momento che è troppo tardi per noi adulti del presente riuscire ad attuare rimedi tempestivi che siano risolutivi o quantomeno riparatori sul momento, ma è anche vero che piccoli gesti in favore dell’ecosistema ognuno di noi può farli. E uno di questi è stato l’obbligo di installare nelle abitazioni dei condomini con riscaldamento centralizzato le valvole termoregolatrici, come previsto dal Decreto legislativo n.102 del 4 luglio 2014. Questo decreto è stato promulgato per seguire le direttive dell’Europa sulla diminuzione di emissione di gas serra e sul risparmio energetico in generale e per molti italiani logorati da anni di riscaldamento forsennato – che del “global warming” proprio non teneva minimamente conto e generava appartamenti simili a forni crematori con quasi 30° anche a gennaio – è stata la svolta. Termosifoni regolabili sempre e comunque, parzialmente chiudibili… che permettono di non intossicare le case e, soprattutto, di non inquinare senza senso un ambiente già molto surriscaldato e irrespirabile.

Eccoci qua, in un’era del mondo alquanto autunnale – per tornare anche alle elezioni americane – a gioire di piccoli passi indifesi all’interno di un sistema-natura che vorrà semplicemente fare a meno di noi.

Alessandra De Bianchi

About the author

Alessandra De Bianchi

Classe 1984, due figli maschi, un gatto, un marito e una laurea magistrale in Filosofia. Lavoro: scrittura e correzione testi su commissione come libera professionista, per chiunque ne abbia bisogno. In passato: galleria d’arte, casa editrice e ufficio stampa, collaborazioni come editor, organizzazione eventi e partecipazione come autrice al romanzo In territorio nemico, minimum fax 2013.

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