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2° giovedì del mese | Dove sono gli anni Zero?

Cosa resterà degli anni ‘80, nostalgia degli anni ‘90… decadi appena finite e subito rimpiante, ma siamo nel 2016 e ancora ignoriamo gli anni 0.

 

Dal Millennium Bug alla Primavera araba, dalle Torri Gemelle alle rivoluzioni 2.0, nel primo decennio di questo millennio è successo di tutto.

L’attacco cruciale all’Occidente, l’11 settembre. L’arrivo dell’euro nel 2002. I due mandati di George W. Bush con relative guerre in Iraq e Afghanistan. La Mucca pazza, la Sars. I mondiali in Corea, la rivalsa e la vittoria dell’Italia nel 2006. Gli attentati di Madrid, quelli di Londra. La diffusione di Internet, il primo iPhone. La strage di Beslan, lo Tsunami nell’Oceano Indiano. La nascita di Youtube, di Facebook. La morte di papa Giovanni Paolo II, l’uragano Katrina. La Merkel al potere, l’Europa che si allarga. Napolitano, Obama e la morte di Syd Barrett. La crisi economica, il Kosovo, il Tibet. Il mondo che piange Michael Jackson.

Più catastrofi che gioie, sicuramente.

11 settembre

E la musica? Sono gli anni dei Linkin Park, dei Muse e dei Coldplay, di Amy Winehouse e Lady Gaga. Di Beyoncé e dei Tokio Hotel. Dei Radiohead, dei Red Hot Chili Peppers, di Eminem, dei Chemical Brothers… che già c’erano, ma ancora la vetta non gliela nega nessuno.

E al cinema? È il decennio del fantasy, diciamo così per categorizzare senza dilungarsi troppo, perché i maggiori incassi vanno alle nuove frontiere del cinema in 3D con Avatar, o alla saga di Harry Potter e a Il signore degli anelli.

Stessa cosa in letteratura, sono infatti perlopiù i best seller del momento quelli da cui derivano i film che conquistano i botteghini, come sarà per Twilight, e sono soprattutto cicli di romanzi quelli più inflazionati, come la trilogia Millennium dello svedese Steig Larsson sugli “uomini che odiano le donne”.

Insomma, gli anni 0 sono stati un decennio densissimo, pieno di accadimenti cruciali. Proprio per questo, forse, ancora non lo abbiamo metabolizzato. Troppe cose accadute, una di seguito all’altra. Ma più che un decennio non ancora digerito, sembra un decennio sospeso, lasciato nel limbo.

LIMBO

Perché?

Perché è stato, forse, un vorticoso susseguirsi di cose che accadono per proiettarsi nel futuro che ha ancora da venire, senza radicarsi nel presente e senza gettare per questo le basi e le categorie per essere ricordate, stigmatizzate, idolatrate o odiate.

È la transizione che non lascia traccia, il tramite tra una sponda e l’altra, tra gli anni ‘90 del secolo scorso e l’epoca che stiamo vivendo.

E la condizione predominante, quale è stata? L’annichilimento, perché sarebbe troppo passionale definirla rassegnazione.

La generazione che avrebbe dovuto essere rampante in quegli anni lì, quella nata negli anni ‘80 per intenderci, è la generazione saltata a piè pari, a cui sono stati negati gli anni ruggenti dell’affermazione e dell’ingresso nel mondo adulto.

Generazione informata, consapevole, poco frivola rispetto alle precedenti, ma messa da parte. Lasciata scorrere senza clamore, per costruire lo spazio alle generazioni future senza riceverlo da quelle passate.

Gli anni 2000, quindi, sono una terra di mezzo per nuove frontiere e per la proiezione di ciò che c’era prima, un decennio-traghetto.

E nessuno parla di loro, del loro stile, delle loro tendenze. Lasciati a se stessi, un magma che è sia condizione di potenza che perdita.

Dove sono, quindi, gli anni 0? Ovunque e in nessun luogo, in un immaginario che si è fatto troppo liquido per incasellarsi in categorie e permettersi il rimpianto.

Alessandra De Bianchi

 

 

About the author

Alessandra De Bianchi

Classe 1984, due figli maschi, un gatto, un marito e una laurea magistrale in Filosofia. Lavoro: scrittura e correzione testi su commissione come libera professionista, per chiunque ne abbia bisogno. In passato: galleria d’arte, casa editrice e ufficio stampa, collaborazioni come editor, organizzazione eventi e partecipazione come autrice al romanzo In territorio nemico, minimum fax 2013.

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