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2° giovedì del mese | Diversamente lettori

Gli ultimi dati Istat sulla percentuale dei lettori in Italia ci confermano che leggiamo pochissimo. Una riflessione che se ne può trarre è che la società di oggi ci porta a essere “diversamente lettori”.

La mattina ti svegli e, tra le prime cose, riprendi in mano lo smartphone e controlli se c’è qualche nuova notifica di WhatsApp. Se hai fortuna e qualcuno ti ha pensato durante il riposo notturno, inizi la prima lettura della giornata.

Quando arrivi in cucina, ti prepari la colazione e mentre sorseggi il caffè inizi a riconnetterti ai vari social. Accedi di nuovo a Facebook, apri Instagram… e continui a leggere. Questa volta le parole scritte non sono direttamente per te, ma sono comunque i post dei tuoi amici, o presunti tali. Poche righe, sermoni dei prolissi, semplici hashtag che corredano le foto. Fatto sta che i tuoi occhi continuano a scandagliare segni verbali, significanti che qualche significato più o meno interessante lo contengono.

Poi vai in bagno. Passaggio obbligato, da molti prolungato e sublimato – ne abbiamo parlato in un precedente appuntamento con la rubrica 2 giovedì del mese –  solo i dormiglioni se lo risparmiamo, preferendo un po’ di sonno in più all’espletazione immediata, post-colazione, dei bisogni corporali.

Qui, quelli che si crogiolano sul wc continuano la loro routine di lettura mattutina. Iniziano ad aprire le mail. A seguire la propria rassegna stampa. C’è chi si limita ad aprire i link di articoli pubblicati da qualcun altro. Chi attinge alla propria app prevista dall’abbonamento del giornale o della rivista preferita. Chi fa le sue ricerche mirate su Google. E intanto ti connetti con il mondo.

Dalla dimensione intima dei tuoi contatti telefonici a quella universale concessa dal web, ovvero la possibilità di avere notizie da tutto il mondo in tempo reale.

Di fatto, continui a leggere, leggere, leggere.

Poi parte la tua giornata. Il lavoro, i figli, la spesa, gli svaghi.

E lo smartphone, se non addirittura il tablet, è sempre lì con te.

Appena puoi, di nuovo una sbirciatina. Dai un’occhiata all’ultima vibrazione di una notifica che ti è arrivata sul posto di lavoro, controlli un attimo la home di Facebook… e così via per tutto l’arco della giornata. La sera, se hai tempo e hai anche un bisogno compulsivo di restare sempre aggiornato, di nuovo ti cimenti nella rassegna stampa delle notizie più recenti.

Detto questo, il 27 dicembre sono usciti i dati Istat che ci dicono che, mentre in Norvegia la percentuale di lettori è altissima e si attesta al 90% – e non si può dare la colpa al clima triste, perché persino la Spagna va oltre il 60% –, in Italia nel 2016 leggeva soltanto il 40.5% della popolazione di età superiore ai 6 anni. Dal 2000 al 2010 l’andamento era stato crescente, mentre da lì in poi siamo scesi in picchiata.

Il fatto che il fenomeno sia prettamente italiano suscita chiaramente dei dubbi e delle perplessità sullo stato in cui versa il nostro paese, soprattutto a livello educazionale e culturale. C’è da dire anche, ed è risaputo, che noi siamo una nazione di scrittori, non di lettori. Chiunque scrive e quasi nessuno legge.

Di sicuro, però, molti che prima leggevano almeno tot libri l’anno hanno perso l’abitudine di leggerli. Perlopiù si vive di rendita dell’onnivorismo culturale che molti di noi hanno vissuto nel periodo adolescenziale, quando ancora non c’erano gli smartphone e si divorava e apprezzava la narrativa di ogni genere.

Ma è anche vero che siamo diventati “diversamente lettori”: non leggiamo più la carta stampata, i libri, i romanzi ecc. ma passiamo le nostre giornate a leggere, in ogni dove e qualsiasi cosa, molto più compulsivamente di come facevamo prima che la tecnologia e internet si affermassero nella nostra vita quotidiana.

Alessandra De Bianchi

About the author

Alessandra De Bianchi

Classe 1984, due figli maschi, un gatto, un marito e una laurea magistrale in Filosofia. Lavoro: scrittura e correzione testi su commissione come libera professionista, per chiunque ne abbia bisogno. In passato: galleria d’arte, casa editrice e ufficio stampa, collaborazioni come editor, organizzazione eventi e partecipazione come autrice al romanzo In territorio nemico, minimum fax 2013.

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