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2° giovedì del mese | Ciclotimia

“The summer is magic”, recitava un brano pop anni ’90: ma l’estate è davvero la stagione dell’anno più allegra e magica, come il luogo comune vorrebbe? Tra alti e bassi, euforia e disillusione, la tendenza alla ciclotimia pervade molti aspetti della nostra realtà. E anche l’estate non ne è esclusa…

In questi giorni tocca sentire pure le sparate di Salvini su chi soffre di problemi psichici. Per lui è gente pericolosa, come i migranti, e andrebbe annullata la Legge Basaglia per rispedirli nei manicomi. Respingere e segregare, ecco i nuovi capisaldi della politica italiana. Peccato che in questi sproloqui, che trovano tanto consenso nella gente comune, non si tenga conto che i reati commessi da malati psichiatrici sono pochissimi. Le persone cosiddette normali andrebbero temute, che vanno ad applaudire nelle piazze ragazzotti che non si sa come sono riusciti a salire al potere.

Ma è estate, si sa, il caldo dà alla testa. La stagione più allegra dell’anno, così è stata stigmatizzata. Dammi tre parole, sole cuore amore. I tramonti sulla spiaggia. Le cosce che emergono dai lettini. I piedi in acqua, con le unghie smaltate. I locali estivi, gli aperitivi, le grigliate. Le vacanze.

Sì, ma è anche la stagione dove chi è portato ciclicamente a deprimersi crolla facilmente.

Chi è affetto, più o meno in modo conclamato, da ciclotimia ha la tendenza ad avere i cali depressivi nelle stagioni più affermate, più chiare e distinte, come l’estate e l’inverno. Meglio le mezze stagioni, la primavera e l’autunno, quando ancora tutto è possibile e l’euforia della progettazione ha il sopravvento.

Il termine ciclotimia per descrivere la condizione mentale di chi alterna fasi maniacali a depressioni fu introdotto nel 1882 dallo psichiatra tedesco Karl Kahlbaum, un’alternanza umorale simile al disturbo bipolare ma meno grave, una “follia circolare”, come l’aveva definita lo psichiatra francese Jean-Pierre Falret negli anni ‘50, sempre dell’Ottocento.

Parola di origine greca, composta da κύκλος «giro» e ϑυμός «animo, sentimento, passione», la ciclotimia è l’oscillazione tra il benessere sopra le righe dell’euforia e l’apatia della depressione. Tutto avviene in modo ciclico, in un’alternanza perlopiù stagionale, con l’andamento di un’onda. Senza soluzione di continuità, ci sono i periodi maniacali in cui tutto è positivo, tutto è conquistabile. Ci sentiamo padroni del mondo e coltiviamo in modo compulsivo e logorroico le pubbliche relazioni. Sono le fasi creative e produttive, difatti molti artisti famosi hanno composto le loro migliori opere incalzando la mania.

Ma non si può sempre andare a mille. Anche fisiologicamente, c’è bisogno di tirare il freno a mano a un certo punto. Ed ecco il calo, l’inabissamento nei meandri della depressione. Non ci sono più stimoli per le azioni, può prendere il sopravvento il senso di colpa, di sicuro l’immobilismo e la chiusura verso il mondo esterno.

È come se in una medesima persona coesistessero due identità distinte, quella estroversa e propositiva e quella introversa e tendente all’implosione. Oppure le fasi della vita, la giovinezza e la vecchiaia. Il caldo e il freddo. La luce e l’ombra. La tesi e l’antitesi che però non riescono a sintetizzarsi. Ed è questo il problema. Non riuscire a conciliare le due parti, essere l’uno senza poter essere anche l’altro. C’è come una cesura tra i due poli che impedisce le comunicazioni e le trasmigrazioni. O si è bianco, o si è nero.

Quindi, cosa fare? Cercare di sfumare nel grigio? Per quello c’è il Litio, forse. Ma è estate, facciamoci una nuotata, una lettura sull’asciugamano, un prosecco bello fresco vista mare.

Alessandra De Bianchi

About the author

Alessandra De Bianchi

Classe 1984, due figli maschi, un gatto, un marito e una laurea magistrale in Filosofia. Lavoro: scrittura e correzione testi su commissione come libera professionista, per chiunque ne abbia bisogno. In passato: galleria d’arte, casa editrice e ufficio stampa, collaborazioni come editor, organizzazione eventi e partecipazione come autrice al romanzo In territorio nemico, minimum fax 2013.

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