MEME TOPICS

2° giovedì del mese | Anche i nichilisti la sera tornano a casa dai propri bambini?!

In attesa del documentario su Kurt Cobain, una riflessione sugli over-27, sul rapporto tra i nichilisti che riescono a invecchiare e la mondanità.

Kurt Cobain2

Siamo in attesa di Montage of heck, il documentario di Brett Morgen che cerca di cogliere l’intimità più nascosta e ancora inedita di Kurt Cobain – con il beneplacito della famiglia e in particolare della figlia Frances Bean, produttrice esecutiva – e che arriverà in Italia a fine aprile.

Sempre in aprile, più di un ventennio fa, fu il giorno della morte di Kurt Cobain. Ancora una volta un caso-limite di suicidio, ancora una volta l’ennesima ed eclatante conferma della cabala che ruota intorno al ventisettesimo anno di età.

O’ cantero, ovvero il vaso da notte, dice la Smorfia napoletana del numero 27, mentre altre ricerche numerologiche lo associano alle realizzazioni tardive e alla polvere. Al di là di questo, i ventisette anni hanno sicuramente un senso pregnante, sono una sorta di soglia, di limite difficilmente valicabile. Chi riesce a superarli, in un certo senso, riesce anche a procedere nella maturazione reale, chi invece si blocca è come se sprofondasse in un baratro e al tempo stesso si sublimasse in un’eternità fuori del tempo. Aut-aut, come il titolo dell’opera di Søren Kierkegaard che in fondo parla proprio di questo: o avviene il salto esistenziale, un netto passaggio senza mediazioni dallo stadio “estetico” a quello “etico”, oppure la “dimensione estetica” finisce per prevalere irretendo l’Io, dissolvendolo.

Come è noto, la storia recente è effettivamente disseminata di “figure estetiche” morte a ventisette anni: Jimi Hendrix, Janis Joplin, Jim Morrison – quasi a confermare l’estetismo diffuso degli anni ‘60-‘70 – poi Kurt Cobain – a marcare il parossismo nichilista degli anni ‘90 – e, infine, la più recente e più che post-moderna Amy Winehouse.

Nichilismo estetico allo stato puro, verrebbe da dire in tutti questi casi, anche se i termini non risulteranno simpatici. Eroi contemporanei bloccatisi allo stadio estetico di kierkegaardiana memoria, figure mitologiche del nostro tempo che hanno vissuto, intuito, portato inconsciamente alle estreme conseguenze il nichilismo e l’estetismo, qualsiasi cosa questi due termini stiano ad indicare.

E che dire di tutti gli altri?! Di coloro che hanno realmente oltrepassato la soglia, quei “nichilisti della prima ora” che però poi si sono dovuti immergere nella mondanità, nella vita reale fatta di maturazione e invecchiamento?

Per prendere un esempio vicino alla generazione nata negli anni ‘80 – e che quindi, per ovvi limiti anagrafici, ha potuto soltanto guardare dal futuro gli “eterni ventisettenni” – parliamo di Thom Yorke. Gli esordi dei Radiohead sono stati senza dubbio nichilisti, un nichilismo pensato, ben architettato ed esplicitato. I testi di Street Spirit, Fake Plastic Trees, Exit Music (For A Film)… oppure How To Disappear Completely, che lo comunica già dal titolo, sono quasi un manifesto per una generazione cresciuta nel disincanto, senza ideali se non il dissolvimento, la negazione sostanzialmente apatica del reale.

Qual è stata l’evoluzione nichilistica di Thom Yorke? Cosa fa oggi il leader dei Radiohead che ventisette anni li ha passati da un po’, essendo nato nel 1968 e dunque soltanto un anno dopo Kurt Cobain?

Ha una moglie artista, Rachel Owen, due figli, Noah e Agnes, e continua a fare musica anche come solista evolvendosi nelle sperimentazioni strumentali perlopiù elettroniche, degno sottofondo di serate radical chic.

Forse è proprio questa la fine che fanno i nichilisti quando riescono a pensare e a non subire il nichilismo: padri o madri di famiglia, mogli o mariti, dispensatori di pensieri oramai reconditi immersi nella più banale quotidianità.

È davvero così?! Come sempre, la domanda rimane aperta e sullo sfondo soltanto una musica, che dice il nichilismo forse senza pensarlo:

Alessandra De Bianchi

About the author

Alessandra De Bianchi

Classe 1984, due figli maschi, un gatto, un marito e una laurea magistrale in Filosofia. Lavoro: scrittura e correzione testi su commissione come libera professionista, per chiunque ne abbia bisogno. In passato: galleria d’arte, casa editrice e ufficio stampa, collaborazioni come editor, organizzazione eventi e partecipazione come autrice al romanzo In territorio nemico, minimum fax 2013.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi