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EPIFANIE | LAB per un laboratorio irregolare

Ph. Mario Laporta/Kontrolab

EPIFANIE” è il titolo della mostra risultato della seconda edizione del “Laboratorio Irregolare” di Antonio Biasiucci,
che si inaugurerà il 15 Febbraio alle ore 18.00 presso la bottega di Cecé Casile a Milano. Gli otto giovani fotografi del LAB02, Pasquale Autiero, Ciro Battiloro, Valentina De Rosa, Maurizio Esposito, Ivana Fabbricino, Vincenzo Pagliuca, Valerio Polici e Vincenzo Russo esporranno alcune fotografie prodotte durante il laboratorio.

LAB/per un laboratorio irregolare è un progetto di Antonio Biasiucci, nasce nel 2012 per rispondere all’esigenza di creare un percorso per giovani artisti, completamente gratuito, in cui trasmettere un metodo di costante approfondimento e critica del proprio lavoro. Dopo l’esperienza della prima edizione del “laboratorio irregolare”, il progetto è proseguito intorno a un tavolo, nello studio di Antonio Biasiucci a Napoli, per oltre due anni, in cui si sono incontrati i giovani artisti e il fotografo per raccogliere, condividere e sviluppare i loro lavori.

Scrive Antonio Biasiucci: Oggi restituisco quello che mi è stato dato, perché non ha senso che sia io solo a salvarmi, metto a disposizione le mie conoscenze, affinché sia dato spazio, tempo e possibilità ad altri di fare buona fotografia, attraverso un laboratorio ispirato ad Antonio Neiwiller, regista napoletano scomparso vent’anni fa, che io considero mio maestro. Il laboratorio produce immagini essenziali, nelle quali l’autore può trovare una parte di sé; sono immagini che si aprono all’altro.

Il progetto applica dunque i metodi teatrali di Antonio Neiwiller alla fotografia. Non si tratta di una scuola in senso stretto, ma di un percorso dove l’azione didattica diventa un’azione di esistenza e dove la formazione non è fine a se stessa ma diviene, come scrive Leo de Berardinis: lo stimolo a solleticare corde interne del pensiero e dell’emozione, affinché diventino delle epifanie pure e scarnificate. Per questo i lavori del laboratorio irregolare sono sempre “Epifanie” dal contenuto e dalla forma eterogenea. Sguardi autonomi, guidati da un unico metodo, che mette insieme otto esperienze di vita e ricerche fotografiche diverse. Così Pasquale Autiero racconta delle contraddizioni inguaribili del Sud tra il sacro e il profano, Ciro Battiloro dell’umanità che popola il Rione Sanità a Napoli, Valentina De Rosa di persone affette da grave disabilità, Maurizio Esposito di una geografia dell’anima, Ivana Fabbricino della percezione del sé attraverso l’autoritratto, Vincenzo Pagliuca di case ai margini dello spazio, Valerio Polici di un viaggio nel proprio immaginario, Vincenzo Russo della “riproducibilità dell’opera d’arte”.
Fare il Laboratorio non significa diventare artisti, ma è il tentativo di scoprire cosa è importante; aiuta a distinguere
il fondamentale dall’effimero, ad acquisire una forma mentis, una metodologia che è funzionale perlomeno a realizzare una fotografia che non mente. Una fotografia, appunto, una fotografia di se stessi. Nel Laboratorio non si privilegia un genere ma, al contrario, si punta alla cancellazione del genere. È privilegiato solo il proprio dire che eventualmente può prevedere più generi per comunicarlo. Aiuta a capire che lo scambio, il confronto, il relazionarsi sono fondamentali per crescere, insegna ad avere il coraggio di presentarsi nudi, ma consapevoli che è questo l’unico modo possibile, così Antonio Biasiucci parla del Laboratorio Irregolare.

SECONDA EDIZIONE DEL “LABORATORIO IRREGOLARE

DI ANTONIO BIASIUCCI
alla bottega di Cecé Casile

Milano dal 16 Febbraio al 14 di Aprile 2018
INAUGURAZIONE Giovedì 15 Febbraio alle ore 18

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