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I 10 cameo più belli nella storia del cinema

Cosa c’è di più gustoso di un’incursione inattesa nella regolare tessitura di un film? Il cameo come forma più ludica e ammiccante di squadernamento degli assetti e di messaggio subliminale per un regista o per una produzione, qui scomposto in 10 categorie.

Che sia per insinuarsi in prima persona nel racconto segnando il territorio o sia invece l’introduzione di un elemento terzo avulso dal contesto, che sia in ambo i casi per meravigliare, che sia per distogliere, o aumentare il valore, il ricorso al cameo porta sempre con sé un’impronta di memorabilità che trascina anche la pellicola che lo contiene senza necessariamente che questa sia altrettanto da ricordare. Il cameo è un’arte e crea dipendenza e tendenza alla reiterazione in chi ci si cimenta.

Quali sono i 10 cameo più emblematici del cinema è difficile dirlo. Quella che vi proponiamo non è infatti una classifica (anche per questo gli esempi sono citati in ordine sparso), ma è più una sorta di mini guida a 10 diverse categorie di cameo che si ripropongono ciclicamente nel cinema moderno e contemporaneo, qui rappresentate da altrettanti esempi cardine e qualche altro preso a modello.

1- Hitchcock in tutti i film di Hitchcock: che Hitchcock sia il padre putativo, il veterano del cameo, leader indiscusso della  categoria “comparsata del regista” è indubbio. Per lo spettatore una volta capito il meccanismo il gioco è scovare dove apparirà e scommettere sul prossimo artificio. Dovendo sceglierne uno su tutti il più godibile probabilmente l’apparizione nei panni di una donna in Intrigo internazionale, mentre certamente il più raffinato è il cameo ne Il delitto perfetto, dove appare di sfuggita accanto a due dei protagonisti in una foto di gruppo. Dopo di lui moltissimi gli estimatori del genere che non resistono nel ritagliarsi un angolino di sceneggiatura o anche solo un passaggio di macchina veloce. Tra tutti Quentin Tarantino e Mel Brooks, veri appassionati del ricorso al cameo in genere, come vedremo più avanti, ma anche lo Stanley Kubrick di Eyes wide shut, che si materializza sullo sfondo seduto ai divanetti di un club.

2- Marshall McLuhan in Io ed Annie: è il capostipite del cameo d’autore inscrivibile nella categoria poco praticata dell’incursione surreale, ovvero il materializzarsi di un personaggio reale all’interno del contesto finzionale con in più la rottura della quarta dimensione e l’interpellanza con lo spettatore. Uno dei momenti più esilaranti e innovativi della storia del cinema quella di un Woody Allen in grande spolvero. Un unicum inarrivabile, per veri intenditori, a metà tra il godimento intellettuale e la derisione di un certo atteggiamento piccolo borghese ed intellettualoide.

3- Chris Cornell in Singles: parlando della pellicola cult di Cameron Crowe (che proprio in questi giorni celebra i suoi 25 anni) avremmo potuto citare il cameo di Tim Burton (tra l’altro abituè delle incursioni “a casa d’altri” oltre che “a casa sua”, vedi anche Hoffa di Danny De Vito o il suo recente Miss Peregrine), ma date le recenti circostanze è impossibile esimersi da riportare all’onore delle cronache l’interpretazione del compianto Chris Cornell. Singles è un inno generazionale, una di quelle pellicole che in modo scanzonato riesce a riflettere e cristallizzare un qui ed un ora specifico, rappresentando l’atmosfera garage ed è proprio il caso di dirlo, “grunge” della Seattle anni ‘90, anche nei suoi aspetti più leggeri e sfumati. Dalle camice di flanella alla possente colonna sonora in questo caso ancora più legittimata dalla fugacissima, ma perfetta, apparizione riservata ad uno dei maggiori profeti di quella generazione. In questo caso l’incursione di Cornell è quindi inscrivibile nella categoria del  personaggio noto che si presta ad una comparsata anonima senza palesare la propria identità. Per dovere di cronaca compaiono in brevi ruoli anche Eddie Vedder dei Pearl Jam e  Layne Staley degli Alice in Chains, ma quella di Chris Cornell con la sua goffa e spassosa espressione è la presenza più memorabile. Sempre nello stesso contesto Cornell appare nel suo ruolo di musicista con i suoi Soundgarden, ma questo ci porta quindi ad un’altra categoria quella subito successiva…

4- Franky Goes to Hollywood in Omicidio a Luci Rosse: il musicista che fa il musicista nella sua forma naturale e che quindi, Ça va sans dire, suona! E’ una delle categorie più battute ed utilizzate e spesso si accompagna al dichiarato patrocinio della colonna sonora da parte del protagonista del cameo di turno. In questo caso la sequenza di esecuzione di Relax è entrata di diritto nella “hall of fame” dei camei musicali, grazie anche al magistrale genio di Brian De Palma che ne fa uno dei momenti cardine del suo metacinema. L’effetto sorpresa è limitato dall’assenza della carta “imprevisto”, ma per gli appassionati del genere musicale di riferimento è certamente un godimento, soprattutto se si lascia spazio ad una piccola interazione recitata contestualmente alla performance. Altro esempio degno di nota in questo senso David Byrne in This Must be the place, ma questa categoria è anche una delle più amate dalle serie tv con una lunga lista di featuring all’attivo: dai Cardigans ai Flaming Lips in Beverly Hills 90210 a Barbra Streisand ne La Tata alle numerose incursioni nei Simpson una fra tutta quella degli Smashing Pumpkins, realmente presenti in disegni e voce nell’episodio della settima stagione Homerpalooza.

Sottocategoria dal confine labile è quella del musicista che fa il musicista ma non lo fa nel ruolo di se stesso, ma in quello di musicista generico. Memorabile (e seriale) Rufus Wainwright in the Aviator o in L’età barbarica, degno di essere citato anche John Legend nel recente La La Land e per tornare sempre alle Serie tv, i Sonic Youth in versione ridotta Kim Gordon/Thurston Moore in Gilmore Girls.

5- David Bowie in Fuoco Cammina con me: In piena overdose da Twin Peaks-mania citazione d’obbligo e posto d’onore è per il David Bowie/Phillip Jeffries del prequel/sequel Fuoco cammina con me. Anche qui si tratta di un musicista, ma che depone le armi consuete per prestarsi anima e corpo alla recitazione. Nella medesima condizione gli fa buona compagnia anche il collega Chris Isaak. Se nella serie la sua presenza  è letteralmente un fugace riflesso all’interno di uno specchio del commissariato (Lynch dalla sua adora questo tipo di artifici da sfoderarne a iosa anche nel suo nuovo Twin Peaks), nel lungometraggio la sua interpretazione è memorabile ed intensa, e mai come ora capiamo quanto sia cruciale il suo ruolo ancora oggi a 25 anni di distanza nella narrazione di Lynch/Frost e quanto Bowie ci manchi anche cinematograficamente oltre che musicalmente. Quello di David Bowie è il classico caso di cameo recidivo grazie ad un’altra presenza  gustosa, qui però nel ruolo di se stesso, nel cult movie Zoolander.

6- Gene Hackman in Frankenstein Junior: …ovvero del cameo mascherato. Bisogna avere un buon occhio per scorgerlo nelle fattezze del vecchio cieco protagonista di uno degli sketch più esilaranti della pellicola di Mel Brooks. E’ una categoria curiosa e molto fitta di esempi, da Steve Buscemi barista sullo sfondo in Pulp Fiction a Tom Cruise che si sostituisce temporaneamente ad Austin Power nel secondo film della saga, quel Goldmember che è tra i più ricchi di piccoli ruoli affidati a celebrities di carattere vario. Quello di Gene Hackman è però il più alto in termini artistici e senza dubbio il più di culto.

7- Daniel Craig in Star Wars: il Risveglio della Forza: è un’ulteriore estremizzazione rispetto a quello precedente, ovvero il cameo occulto. Ne scegliamo uno su tutti tra i più assurdi e lo facciamo sulla fiducia, perché di Daniel Craig, sotto la maschera di soldato delle truppe imperiali, non se ne intravede neanche un sentore. Si tratta di una categoria nata evidentemente per appagare i cultori del genere ed in seno al marketing per attirare pubblicità ed aspettative nei fans, oltre che per far divertire i protagonisti stessi del cameo celato.

8- Django/Franco Nero in Django unchained: Cameo atipico, una sorta di cortocircuito nelle comparsate, perché è una citazione nella citazione: Franco Nero appare perchè storico Django interfacciandosi con il Django in pectore all’interno del film omaggio di Tarantino, ma qui nei panni di un personaggio terzo. Siamo quindi davanti ad un vero e proprio ammiccamento cinefilo in puro stile tarantiniano mixato con la sua ossessione citazionista ed una bella dose di ironia e compiacimento.

9- Sofia Coppola ne Il Padrino e ne Il Padrino parte III: potremmo soprannominare questa categoria quella del cameo di famiglia. Sofia Coppola bissa addirittura per amore filiale l’interpretazione estortale da infante nel Il Padrino (qui inconsapevole nei panni del neonato nipotino di Corleone), diventando poi Mary Corleone ne Il Padrino parte III.La seconda interpretazione non è memorabile, ma vale comunque per l’istituzione di questa vera e propria categoria a se’ stante anche perché di tanto in tanto i “figli di” o affini continuano ad affacciarsi affacciano nelle produzioni dei propri congiunti, come Austin Jack Lynch nel già citato Fuoco cammina con me o i numerosissimi camei di famiglia nella saga del Signore degli anelli , uno fra tutti quello del figlio di Viggo Mortensen.

10- Il cameo nei cartoni animati e nei film per ragazzi: Se quello di Michael Jordan in Space Jam è un vero e proprio ruolo e non certo una fugace comparsata, quella di Orson Walles in Ecco il film dei Muppet nel suo ruolo di mega produttore Hollywoodiano è di certo uno dei camei più sagaci ed azzeccati nella produzione cinematografica di film apparentemente destinati al pubblico dei più piccoli, d’altra parte Sesame Street è da sempre una fucina di collaborazioni geniali in questo senso. Ci sono poi i cameo dei cartoni animati nei cartoni animati, dei veri e propri crossover dall’effetto sorpresa assicurato come l’apparizione del mitico Totoro, creatura partorita dal genio di Hayao Miyazaki come special guest nel terzo capitolo della saga di Toy Story.

Gabriella Cerbai

About the author

Gabriella Cerbai

Classe 1983, laureata in Storia e Critica del Cinema e specializzata in Cinema TV e Produzione Multimediale. Appassionata d'arte in tutte le sue forme, collabora con vari progetti di critica, affiancando quest'attività a quella di programmatrice di festival cinematografici e organizzatrice di eventi.

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